sabato 17 settembre 2016

Bimba di 2 anni muore soffocata da palloncino. Altri rischi?: trenino ciuf ciuf, Avengers, chicchi d’uva all’asilo, palloncini gonfiabili. FATE ATTENZIONE


Bimba di 2 anni muore soffocata da palloncino. Altri rischi?: trenino ciuf ciuf, Avengers, chicchi d’uva all’asilo, palloncini gonfiabili. FATE ATTENZIONE
IERI UNA BAMBINA  di 2 anni è soffocata, in Sicilia, a causa di un palloncino gonfiabile L
Carrefour e Globo ritirano il Trenino Ciuf Ciuf per rischio soffocamento….ma i rischi sono tanti: Carrefour regala un pupazzetto “Avenger” che spero di non dover leggere abbia causato soffocamento e giocattoli similli* , mi segnalano, vengono venduti anche altrove.
Mamme mi segnalano che in alcune materne l’uva viene data ai bambini senza tagliarla, come andrebbe fatto. (mai lasciare bambini piccoli con giocattoli di dimensioni inferiori ai 4,5 cm).
IN MOLTI ASILI E SCUOLE NON TUTTI SANNO FARE LA MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO L (in alcune scuole viene detto che a turno è presente uno che la sa fare…ma se quell’uno si ammalasse?? Non è una manovra che richieda particolari impegno: si impara rapidamente…magari già a guardare dei filmati o frequentando dei Corsi, in genere, gratuiti).
Per approfondire seguite i link
Intervista su manovra antisoffocamento:
Carrefour e Globo ritirano TRENINO CIUF CIUF: “Rischio soffocamento”: http://www.varesepress.info/2016/09/carrefour-globo-ritirano-trenino-ciuf-ciuf-rischio-soffocamento/


venerdì 16 settembre 2016

Portare i bambini in moto: non basta il casco, serve la testa con il cervello in funzione

Portare i bambini in moto: non basta il casco, serve la testa con il cervello in funzione
Leggo questa notizia di un bambino morto dopo incidente: era in moto con il papà e senza casco…ma basta il casco?? Link alla notizia qui: http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/notizia_3031334201602a.shtml.   La risposta è no se non si attiva il cervello e si ragiona in termini di prudenza e prevenzione.
Iniziate le scuole purtroppo se ne vedono di tutti i colori: bambini in auto senza cintura, bambini in moto avvinghiati al guidatore che pensa di essere Valentino Rossi, bambini messi davanti al guidatore…bambini in moto in autostrada.
Sono motociclista e forse proprio per questo , anche se a una certa età (dopo i 5 anni) i bambini possono andare in moto raccomando prudenza assoluta e  di evitare atteggiamenti di guida pericolosi e percorsi prolungati. Non dico niente sull’autostrada (non riesco a concepire soprattutto nei più piccoli).
In moto il rischio è sempre presente e anche se siamo etremamente attenti la nostra salute,e la nostra vita, dipende dagli altri. Basta un niente.
Effettivamente la moto e lo scooter sono molto comodi per portare i bambini a scuola, quando si arriva affannosamente di corsa e si deve correre a lavorare. Tenendo anche conto del fatto che in prossimità degli edifici scolastici c’è un traffico incredibile.
Cari genitori però ne vale la pena? In alcuni casi perché non usare il miglior mezzo di locomozione: le gambe? Così sia il bambino che mamma o papà fanno un po’ di movimento che fa tanto bene a tutti (non si deve fare per forza attività sportiva)
"Ricordo che il trasporto dei bambini sui motoveicoli è regolato dall’art. 170 del Codice della Strada, che prevede, prima di tutto, il divieto assoluto di trasportare minori di 5 anni sui veicoli a due ruote.
Per i maggiori di 5 anni, però è previsto che “la loro corporatura deve essere tale da permettere loro di stare seduti in modo stabile ed equilibrato, nella posizione determinata dalle apposite attrezzature del veicolo”. E’ un principio molto generico, che non dà indicazioni di altezza, ma invita a riflettere: un bambino particolarmente piccino, che non riesce a stare ben equilibrato sulla sella del motoveicolo, non dovrebbe mai essere trasportato.
Chiunque venga trasportato dietro al guidatore di una moto deve essere abbastanza alto da appoggiare i piedi sulle apposite pedane, anche e soprattutto un bambino. Se non ci arriva, non deve salire in moto.
E’ necessario un apposito casco per bambini, non deve mai essere usato un casco da adulti che sta largo su una testolina piccola.
Se si trasportano i bambini in moto o scooter abitualmente o molto spesso, non ci si dovrebbe limitare al casco: giacche tecniche con protezioni per spina dorsale – spalle – gomiti, guanti e scarpe rinforzate sono prodotte dai maggiori marchi anche in misure junior.
Si era parlato di introdurre l’obbligo del seggiolino per motoveicoli (molto simile a quello per le biciclette, che avvolge anche le gambe e prevede la cintura di sicurezza). Non se ne è più fatto nulla, ma esistono comunque in commercio alcuni (pochi) modelli di seggiolino e delle cinture apposite per assicurare il bambino seduto dietro al corpo del conducente.
Chi vuole usare le due ruote di frequente per portare i figli, dovrebbe farci un pensierino.
Vedo spesso bambini trasportati in piedi sulla pedana centrale o appoggiati sulla punta della sella dello scooter. In quel modo il guidatore ha l’illusione di proteggere il bambino con il proprio corpo e di controllarne i movimenti.
Prima di tutto è un assetto di marcia assolutamente vietato su qualsiasi mezzo a due ruote, perché è chiaramente indicato dall’art. 170 che “il conducente deve avere libero uso delle braccia, delle mani e delle gambe, deve stare seduto in posizione corretta e deve reggere il manubrio con ambedue le mani”. Poi è una posizione pericolosissima: in caso di incidente, oltre alle conseguenze dell’urto, si rischia di schiacciare il bambino con un peso ulteriore, quello del guidatore, e di esporlo per primo a un impatto frontale.

Il limite dei 5 anni è ben poco indicativo: siamo certi che un bambino di più di 5 anni, ammesso che arrivi a poggiare correttamente i piedi sulle pedane, sia in grado di restare fermo, di seguire i movimenti del conducente, di assecondare la piegatura in curva, di non distrarsi e non sporgere gli arti? Le due ruote prevedono una certa consapevolezza anche se si è trasportati.
Merita ricordare anche che un conducente minorenne non può mai trasportare un passeggero. Quindi gli adolescenti in due sul motorino dovrebbero essere un ricordo lontano. Preferisco non aggiungere nulla sui trasporti “multipli” che purtroppo a volte vedo in giro: bambino grande dietro e bambino più piccolo davanti in piedi sulla pedana. Non credo sia necessario commentare!

Infine, come per la cintura di sicurezza in auto, riflettiamo sul fatto che non esistono percorsi troppo brevi per essere privi di rischi. Un incidente si verifica sempre in pochi metri di strade e questi pochi metri possono essere anche quelli sotto casa.
su due ruote. Ora sono stanca di rischiare per mezz’ora di tempo in più".

In conclusione visto la percentuale di incidenti e di rischi: E’ proprio necessario esporre i bambini a questo rischio?


martedì 13 settembre 2016

SUPERPIDOCCHI RESISTENTI ALLE TERAPIE FARMACOLOGICHE (resistenza legata al troppo uso anche in prevenzione)

SUPERPIDOCCHI RESISTENTI ALLE TERAPIE FARMACOLOGICHE
(resistenza legata al troppo uso anche in prevenzione)
I pidocchi non ci hanno lasciato neanche d’estate e ora con l’apertura delle scuole assisteremo ad altre epidemie.
Anche perchè  i parassiti stanno diventando sempre meno sensibili ai farmaci che li combattono. Una ricerca condotta negli Stati Uniti da Ellen Koch, dermatologa dell’Università di Pittsburgh, insieme a Bernad Cohen dell’Università John Hopkins di Baltimora pubblicata sulla rivista Paediatric Dermatology parlano chiaramente di superpidocchi (superlice) capaci di continuare a riprodursi in quanto resistenti alla maggior parte di cure.
Trovate qui quanto consiglio nel libro “Come crescere mio figlio” (https://www.amazon.it/crescere-figlio-genitori-risposte-pediatra/dp/886895107X/ref=zg_bs_5329313031_3 )  ma, intanto alcuni consigli:

“Negli ultimi anni sono aumentati i casi di pidocchi nella popolazione infantile che colpiscono soprattutto i bambini che vivono in comunità (nidi, asili e scuole). L’infestazione (si parla di infezione solo nelle malattie infettive, per i parassiti come il pidocchio, di infestazione) predilige l’età tra i 5 e gli 11 anni (ma nessuna età è risparmiata), entrambi i sessi, i capelli folti più che lunghi (quindi non serve a niente tagliare a zero i capelli come una volta veniva fatto) e puliti. Molti pensano subito al binomio “pidocchio = sporcizia”, invece questi “cari” animaletti adorano i capelli puliti e profumati. Dobbiamo subito dire a tutti che al giorno d’oggi, “prendere i pidocchi” non rappresenta un segnale di scarsa igiene personale e familiare, né tanto meno di sporcizia e di povertà (anche se fra gli adulti sembrano più colpiti quelli con scarsa igiene personale).
È importante, quando avvengono dei casi di pediculosi, applicare norme comuni di comportamento al fine di evitare la diffusione nella comunità e nelle famiglie così come le altrimenti frequenti reinfestazioni.
Innanzitutto la trasmissione avviene per contatto diretto con i capelli infestati e con pettini, spazzole, cappelli o altri effetti personali (pensate a tutte le sciarpe e cappotti messi insieme in luoghi comuni). Ricordate comunque che il pidocchio non salta e non vola!

Vediamo di conoscere un po’ di più questo animale di (non desiderata) compagnia. Il pidocchio vive da 1 a 2 mesi e si nutre esclusivamente di sangue umano, per cui deve soggiornare vicino ai capelli anche perché “sta bene” (soffre il freddo) con una temperatura di 35-37 ° C. Lontano dal corpo umano sopravvive per un tempo massimo di 10 giorni (da ricordare) e in media 2-3 giorni. Le femmine depositano le uova (da 4 a 6 al dì per un totale di 250-300 per femmina) che vengono fissate alla radice dei capelli a pochi millimetri dalla pelle.
Se si riscontrano lendini (uova) oltre i 7 mm possiamo essere certi che si tratta di un guscio vuoto o che la lendine è morta (il “pidocchino”, detto ninfa, esce dall’uovo dopo circa 10 giorni e la crescita del capello è in media di 0,4 cm al dì).
Anche i famosi CDC (Center for Disease Control) di Atlanta, USA, hanno stabilito che la diagnosi può essere fatta quando la maggior parte delle uova sono a meno di 6,5 mm dal cuoio capelluto (www.cdc.gov/ ncidod/ dpd/ parasites/ lice/ default.htm). Addirittura per alcuni la diagnosi si può porre solo quando si riesce a trovare un pidocchio vivo, che si muove.
Sintomi e diagnosi
Il primo sintomo è rappresentato dal prurito, variabile molto da persona a persona, inizialmente alla nuca e dietro le orecchie. Al prurito segue il trattamento con conseguenti “lesioni da trattamento” cioè ferite che possono complicarsi con infezioni che causano dolore e ingrossamento dei linfonodi del cuoio capelluto e della nuca. L’ispezione con una forte sorgente luminosa consente di visualizzare le lendini alla radice dei capelli e, solo più raramente, il pidocchio vivo. Le lendini sono piccoli elementi del diametro di 0,3 per 0,8 mm, di forma ovoidale, di colore biancastro-giallastro, attaccate a un capello. Il pidocchio ha una forma allungata, un colorito bianco-grigiastro, è lungo da 1 a 4 mm e rimane fisso ai capelli.

Trattamento
Quando in una famiglia si fa diagnosi di pediculosi della testa, vanno esaminati accuratamente tutti i componenti. Temperature superiori a 53,5 ° C mantenute per 5 minuti sono letali per uova e pidocchi. Spazzole e pettini possono essere lavati con un pediculocida o in acqua calda. Anche il lavaggio a secco è efficace.
Per oggetti non usati da qualche giorno non è necessario procedere ad alcun trattamento: nel dubbio è sufficiente conservare oggetti, cappelli e vestiti per 10 giorni in un sacco di plastica.
Per eliminare definitivamente i pidocchi è necessario eliminare tutti i pidocchi e tutte le lendini; in ogni caso, prima di intraprendere una qualsiasi terapia, consultate il vostro pediatra e ricordate che, purtroppo, non esiste nessuna terapia che sia efficace al 100%. Dopo il trattamento e l’uso di uno shampoo neutro, i capelli debbono essere pettinati con un pettine fitto allo scopo di rimuovere le lendini. La completa rimozione delle lendini dipende dalla struttura del pettine, dalla durata, dalla tecnica e dalla precisione del suo uso.
L’impiego di soluzioni di acqua e aceto rende più facile l’asportazione delle lendini.
La rimozione locale con pettine fitto da parte dei genitori è un’alternativa agli insetticidi, che non sono raccomandati nei bambini in età inferiore ai 2 anni.
Il pettine fitto deve essere usato sui capelli bagnati per almeno 15-20 minuti e il trattamento va ripetuto ogni 3-4 giorni per varie settimane. Tutti i vestiti, la biancheria personale, i lenzuoli e le federe debbono essere lavati in lavatrice.
Altri oggetti (spazzole, pettini, cuscini, materassi) e animali da casa debbono essere trattati con insetticidi in polvere.
Non bisogna assolutamente effettuare terapia se il bambino non ha i pidocchi, in quanto tutti i farmaci, anche i più recenti, possono dare degli effetti collaterali o scatenare reazioni allergiche.
La gravità aumenta quando, incautamente, si ripete il trattamento in modo continuativo o comunque ravvicinato.
Nessun farmaco va usato per la prevenzione.
L’unica prevenzione è l’esame della testa. Tutti i farmaci hanno una, seppure minima, tossicità.
Anche l’uso protratto che alcuni genitori fanno, spontaneamente o consigliati da qualche “esperto”, può essere pericoloso per il bambino. Non esistono studi su terapie alternative: erbe, oli naturali, petrolio, cherosene ecc.

Questi ultimi sicuramente possono essere causa di avvelenamenti ma non danno garanzie né sull’efficacia né sulla sicurezza.

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