sabato 25 marzo 2017

Macchie cutanee NON infettive (spesso scatenate da infezioni): cosa è??

Macchie cutanee NON infettive (spesso scatenate da infezioni): cosa è?? Cosa può essere???. Frequente e precede, accompagna o viene dopo una infezione virale. Se associata ad altri disturbi: malessere, tosse, gonfiore di lingua o labbra, disturbi intestinali sospettare anafilassi e chiamare il 112. Trovate spiegazioni sul blog e, per tutte le situazioni di Primo Soccorso nel libro "Primo Soccorso Pediatrico".
A BREVE ARTICOLO SU UN TEMIBILE INCONTRO: LA PROCESSIONARIA: siamo in periodo a rischio
Situazione frequente e in questo periodo ne ho viste varie. Cosa è??? Risposta qui: CLICCA







giovedì 23 marzo 2017

DALLA CULLA IN POI: BAMBINI E FAMIGLIE, VITTIME DELLA PUBBLICITÀ E DEL CONSUMISMO.

DALLA CULLA IN POI: BAMBINI E FAMIGLIE, VITTIME DELLA PUBBLICITÀ E DEL CONSUMISMO. 
Cari genitori: se serve qualcosa costa meno comprarlo che accettare regali dalla pubblicità: lo pagherete nel tempo di più e sarà, spesso, di qualità inferiore. Nulla è gratis: rischiate dati personali e altro. Insegnatelo anche ai vostri figli.
NON FIRMATE COUPON ove vi promettono regali, riviste, creme, corsi che vi vengono offerti fin da prima della nascita del bebè o subito dopo o, almeno, pensateci bene prima. Cecate e comprate il necessario.
Con il termine “consumismo” si indica il bisogno cronico di acquistare continuamente nuove merci e nuovi servizi, con scarso riguardo all’effettiva necessità che si ha di essi, alla loro durata, alla loro origine o alle conseguenze ambientali della loro produzione e smaltimento.
IL CONSUMISMO È INDOTTO DALLA PUBBLICITÀ E, PURTROPPO LE FAMIGLIE E I BAMBINI SONO UN OBIETTIVO E UN TARGET INTERESSANTE SIN DA PRIMA DELLA LORO NASCITA: IL MESSAGGIO CHE SI DÀ AI GENITORI È “SE LO AMI, DEVI SPENDERE E ACQUISTARE PER LUI/LEI QUESTO O QUEL PRODOTTO, QUESTA CREMA, O QUEL LATTE”. Leggete qui: http://www.nograzie.eu
Ma la pubblicità non è solo quella tradizionale, esplicita e diretta, quasi scontata: oggi ne esistono altre molto più subdole e ammiccanti come, per esempio, alcune nelle quali vengono coinvolti personaggi di fama (detti spesso “juke box”), oppure “pennivendoli” che dicono o scrivono tutto quello che la multinazionale di turno vuol far dire, dietro compenso…o ritorno d’immagine. L’obiettivo è indurre bisogni e vendere sempre e comunque qualcosa.
Con la pubblicità si cerca di creare la necessità dell’acquisto (consumismo) con lo scopo di creare il desiderio di seguire una moda,  ma ricordiamoci che quasi il 50%, della spesa del prodotto…che poi paghiamo, viene investito in attività di marketing.
Altra modalità di comunicazione avviene grazie anche ai nostri indirizzi mail e al cellulare che forniamo, se richiesti, per avere delle card promozionali che finiscono in banche dati, utilizzate da tutte le aziende che ne hanno interesse: dalla campagna promozionale di sconti all’organizzazione di eventi pseudo - gratuiti. La campagna è molto allettante: vi fa balenare l’idea che è un affare e dietro all’idea di un affare si acquistano beni inutili. L
Esistono poi strategie psicologiche studiate ad arte per fregarci…e ci riescono benissimo. Ad esempio, la pubblicità induce le persone ad acquistare beni superflui associando le merci di consumo di massa ai loro desideri inconsci, soddisfacendo o facendo credere loro  di appagare i loro più reconditi ed egoistici desideri, così da renderli “felici” e, quindi, mansueti.
Alcune sere fa ho seguito  lo spettacolo “Le Iene” ove minorenni hanno dichiarato di prostituirsi per comprarsi vestiti. ALTRO bell’effetto di questa società alla ricerca del PIL L

BAMBINI: FACILI PREDE DEL CONSUMISMO
Dagli anni Settanta in poi, complici le mutate esigenze della vita quotidiana, un numero sempre più rilevante di genitori trascorre sempre meno tempo con i propri figli. Ne consegue un senso colpa che, spesso, è alleviato con regali a profusione. Il mercato dell’infanzia si amplia a dismisura: i fatturati delle aziende produttrici di giocattoli, abbigliamento, videogiochi, s’impennano fino a primeggiare tra i maggiori titoli quotati in Borsa. Si comincia ad “allevare” un nuovo tipo di bambini: dei piccoli imperatori, un po’ tiranni e molto soli.
Seguendo questo modello comportamentale si rischia di togliere ai bambini il piacere del desiderio con conseguenze anche pericolose. Recenti fatti di  cronaca purtroppo  parlano spesso di adolescenti che per appagare i loro desideri sono diventati dipendenti da  alcol, droghe, sesso esasperato, sport estremi o autolesionismo.
I  bambini, spesso, sono condizionati dalla TV e  subiscono  continuamente l’influenza della pubblicità di giochi, merendine, abbigliamento ed accessori vari. Tutti messaggi, questi, che i bambini colgono e propongono sotto forma di richieste ai genitori, i quali, talvolta, trovano più sbrigativo esaudire i desideri dei figli che chiedersi se davvero fanno il loro bene.Una particolare attenzione quindi va rivolta ai bambini affinché non finiscano nelle mani del consumismo e non diventino così adolescenti costantemente stressati, lanciati all’inseguimento del gruppo e di modelli irraggiungibili e, in futuro, adulti nevrotici.
Non sottovalutiamo che i bambini hanno strutture mentali ancora in via di formazione e minime barriere culturali, per cui ogni presenza estranea all’ambito propriamente infantile non è considerata innocua o casuale, ma piuttosto percepita in termini di un’inquietante intrusione.
Nonostante la capacità di spesa diretta dei bambini sia necessariamente contenuta, si tratta per le aziende di un investimento pubblicitario di grande rilevanza. Infatti, non soltanto i bambini sono in grado di “condizionare” fortemente la scelta d’acquisto di beni importanti (casa, auto, viaggi, computer) ma rappresentano, soprattutto, i decisori dell’acquisto dei prossimi anni; un target da raggiungere, e fidelizzare, anticipando la concorrenza. Si comprende quindi l’importanza che l’industria attribuisce alla comunicazione che raggiunge questa fascia di popolazione, un vero e proprio investimento sul proprio futuro commerciale.
L’universo infantile evidenzia, inoltre, una diffusa, precoce assimilazione, di un comportamento di tipo consumistico, verosimilmente mutuato dai genitori (o dai modelli televisivi).
È quindi una strategia, studiata ad hoc e curata nei minimi particolari, quella che seduce (o manipola) l’immaginario infantile il quale rappresenta un obiettivo primario della comunicazione dei brand.
Che fare? Intanto prendiamone coscienza.



Lattanti Robocop: elettronica wifi, app ecc.

Lattanti ROBOCOP
Cari genitori
Leggo stamane di un nuovo termometro senza fili che ponete a contatto del lattante, scaricate una app, e monitorate la temperatura del bebè. Viva la tecnologia :-(
Opinione?? Ricordate la frase di Paolo Villaggio che conclude con "Una c...pazzesca? Direte perché?
Perché la febbre è uno dei parametri per la salute del bambino ma non l'unico....Se iniziamo a misurare la febbre avremo tanti 37 e qualcosa e quanti bambini medicalizzati per niente. Ne ho già parlato nella febbre: non importa quanto è alta la febbre in quanto una terapia antipiretica si somministra quando la febbre fa star male. Poco importa se è 38 o 39 .....E ricordate a volte una infezione grave può venire anche senza febbre ma il bambino sta "male": E chi conosce di più il bambino? Chi è a contatto con lui e soprattutto la mamma che , per definizione, ha sempre ragione: vedi: https://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/08/dottore-perche-risponde-tante.html.
Ma la tendenza della pubblicità a cercare di rendere i lattanti dei malati da controllare come se fossero in terapia intensiva offre altri strumenti: quali Monitor per il sonno e sistemi di ascolto e di videoripresa per cui il bebè è da subito trattato alla "Grande Fratello". Poi se piange cosa facciamo??? Scarichiamo l'app per Android o iPhone che ci dice che piange per fame, sonno, coccole, noia....Alla faccia delle genitorialità. A quando l'alimentazione forzata e sondino rettale continuo per decomprimere l'aria, il massaggiatore automatico, il juke box personale che "shusha" ecc. ecc?.
Riumanizziamo il rapporto tra umani
Alberto Ferrando
Pediatra


domenica 19 marzo 2017

NUOVA EPIDEMIA DI TAMPONITE...ECCO COSA E'

NUOVA EPIDEMIA DI TAMPONITE...ECCO COSA E'
Salve. Mia figlia ha 4 anni e nella sua classe c'è stato un singolo caso di scarlatina . Si è diffuso (inspiegabilmente) il panico e tutte hanno deciso di proporre un tampone di mamma quando una bambina è risultata positiva alla steptococco beta emolitico di gruppo a anche senza sintomi.addirittura c'è chi ha sottoposto i proprio figli a terapia antibiotica per PREVENZIONE !!!! sono senza parole !! Cmq io nn vorrei fare il tampone a mia figlia che , ringraziando Dio , sta bene , nn mostra il minimo sintomo , è la stessa di sempre..... la mia paura è che potrebbe eventualmente anche uscire positivo ma essendo magari una portatrice sana andrei solo aducciderla con un ciclo tanto lungo di antibiotici.
Attendo una vostra opinione a riguardo .....perché di sicuro l'ansia l'hanno messa........

cara mamma
NON ha senso: il tampone si fa solo se presente una situazione clinica (o in situazioni particolari che decide il pediatra)
Sono senza parole perché sta dilagando la "tamponite": fai tampone ai sani e così trovi portatori che alcuni trattano con antibiotico e si crea patologia:
1) Si espone il bambino a rischio di reazione a farmaci
2) Si sviluppano resistenze
Cari genitori non fate esami a tappeto senza aver sentito il nostro pediatra. Lettura qui:https://ferrandoalberto.blogspot.it/2016/05/attenzione-e-arrivata-una-nuova.html
ATTENZIONE E’ ARRIVATA UNA NUOVA MALATTIA: LA “TAMPONITE”. Non sottovalutatela perché potrebbe avere effetti devastanti psicosociali. Si diffonde peggio della peste:-(

Riflessioni sul tampone faringeo autoprescritto e più in generale sui danni creati facendo esami…..senza un ragionamento clinico.
Le visite e gli esami sono importanti QUANDO SERVONO e per prevenzione. "Girare" a fare tanti esami e per tanti medici aiuta a creare malattia..ansiosa...mentale...a “vivere come malati essendo sani”.
Fare un tampone faringeo così per farlo su indicazioni di “moda di massa” può avere effetti collaterali. 10-20% di bambini “sani” possono avere una positività per lo streptococco. Se poi si cercano altri germi si troverà streptococco ma anche pneumococco, menigococco ecc.

GUARDATE CHE LA SALUTE E’ ANCHE UN MERCATO che si alimenta se si fanno gli esami ai sani. Esiste anche un termine tecnico per questo: “Disease Mongering” che, tradotto, vuol dire “Guadagnare con le malattie” (Cioè alcuni guadagnano con le malattie vere o, peggio, create agli altri).
Tornando al Tampone faringeo: NON VA FATTO A TAPPETO (per esempio a tutta una classe) ma solo a chi presenta una sintomatologia clinica. E’ un esame che serve per decidere, in presenza di sintomi quali mal di gola, febbre, e altro se dare l’antibiotico o meno. Lo streptococco piogene che si cerca con il tampone è responsabile di circa il 30% dei casi di mal di gola. Direte che succede se faccio il tampone per mia tranquillità?? Che male c’è?? Provo a spiegarlo in poche righe: ogni esame ha falsi negativi (esame negativo e paziente malato) e falsi positivi (esame positivo e paziente sano). Solo la correlazione tra dati clinici (valutati dal medico) e la positività o meno del tampone permette di decidere. Direte…io faccio lo stesso. Bè, a parte il fastidio per il bambino (non fa piacere se si sfrega in gola e per fare il tampone bene bisogna spazzolare ben bene le tonsille) dovete sapere che dal 10 al 30% dei bambini SANI ha lo streptococco ( e se si cerca anche altri germi quale stafilococco, hemophilo e altri) in gola. Sono i cosìdetti portatori sani. Poi esistono i falsi negativi.

L'elenco degli esami inutili (e l'inutile è spesso dannoso) è lunghissimo dai test alternativi per le allergie  a screening casalinghi per la celiachia.....ma leggete SLOW MEDICINE che si pone questa domanda, tra le altre cose: "esiste un modo per permettere ai cittadini di valutare in maniera corretta e non manipolata la qualità delle cure che vengono loro proposte"

CONSIGLIO? Importante sapersi gestire in alcune situazioni ma di lì a prescriversi esami o essere tentati perché….costa poco…è comodo…la nonna ha insistito…. O è un’offerta (vedete questa foto).
I danni da prescrizioni inapropriate sono tante e Vi lascio con l'invito a leggere il libro Slow Medicine e i libri da cui ho tratto queste due frasi due frasi:

1) Dentro ogni sano c'è un malato che non sa di esserlo (Dott. Knock o il Trionfo della medicina di Jules Romain)

2) Se ti senti sano è perché non hai fatto abbastanza esami. (Farmaci che ammalano)
Se volete approfondire leggete qui:http://ferrandoalberto.blogspot.co.at/search?q=esami
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