sabato 11 novembre 2017

SECREZIONE GIALLA DAI GENITALI IN BAMBINA: VULVOVAGINITI:

SECREZIONE GIALLA DAI GENITALI IN BAMBINA: VULVOVAGINITI:
Buongiorno dottore
Mia figlia di 2  anni e mezzo presenta da alcuni giorni delle perdite gialle sulle mutandine.  Cosa può essere? Mi debbo preoccupare? Cosa posso fare??
Mia figlia è sempre stata bene, ora ha un po’ di raffreddore come tutti i suoi amichetti dell’asilo.

Cara mamma
(Trova spiegazioni anche nel mio libro “Primo Soccorso Pediatrico” che trova nelle librerie e anche su Amazon e altri rivenditori online)
Le infezioni vaginali sono molto frequenti quando le bambine iniziano a frequentare l’asilo o la scuola. Per prevenirle, sono molto importanti le regole igieniche; se i disturbi compaiono, occorre seguire per alcuni giorni una terapia locale.
Nella maggior parte dei casi sono banali infiammazioni (arrossamento e muco chiaro) della mucosa genitale, che possono favorire l’infezione. In tal caso compare secrezione giallastra, spesso  abbondante  a cui si possono associare prurito e bruciore durante la minzione. Il grattamento può aggravare l’infezione.
Fattori favorenti sono da una parte  scarsa igiene intima (non adeguata pulki∑ia del sederino dopo aver fatto la popò) o, al contrario eccesso di uso di saponi e detergenti vari che indeboliscono le difese locali.
Inoltre i bambini spesso si toccano le parti intime  con le mani spesso non pulitissime.
Le infezioni sono causate oltre che dai germi di provenienza intestinale, da germi che causano infezioni delle vie respiratorie..
TERAPIA:
Se è presente solo infiammazione (arrossamento e bruciore e secrezione chiara) è sufficiente una terapia locale con acqua e sapone o prodotti che consiglierà il pediatra e pomate idratanti (non all’ossido di zinco) in quanto ostacolano la corretta traspirazione.
In caso di infezine la terapia va data dal pediatra che potrà richiedere un tampone
Se si sospetta un’infezione, è consigliabile una visita del pediatra che, in caso di dubbio, vaginale.
Per curarla, si ricorre generalmente ad una esternamente una pomata antibiotica o antimicotica e, in alcuni casi a terapia antibiotica (in base al tipo di infezione) per via generale. In caso di recidive o se non guarisce eventuale visita ginecologica.

Prevenzione
Non esagerare con l’uso di detersivi e risciacquare accuratamente la biancheria intima.
Lavare con saponi neutri o con sapone di Marsiglia.
Lavare di frequente le mani: è la forma di prevenzione più efficace contro qualunque infezione, delle vie respiratorie e vaginali.
Insegnare a pulire il sederino, dopo aver fatto la popò da avanti indietro e non viceversa.
Invitare a non trattenere dal fare i propri bisogni (sia popò che pipì)





venerdì 10 novembre 2017

IPOSPADIA: Cosa è e cosa fare?

IPOSPADIA: Cosa è e cosa fare?
L’ipospadia è una anomalia frequente del pene (1 caso ogni 250-300 neonati maschi) caratterizzata dallo sbocco anomalo dell’uretra sulla superficie ventrale del pene (vedi figure).

Nella maggior parte dei casi è un difetto isolato senza altre anomalie, ma bisogna escludere, specie nelle forme marcate, altre situazioni come i disturbi della differenziazione sessuale, le malformazioni anorettali e altre anomalie congenite.
Di solito c'è uno sviluppo incompleto del prepuzio, chiamato cappuccio dorsale, in cui il prepuzio è ai lati.
Alcuni ragazzi con ipospadia hanno delle “corde “ e una curvatura ventrale del pene (evidente soprattutto nell’erezione).
L'incidenza della ipospadia sembra in aumento, probabilmente a causa dell'esposizione durante la vita fetale a inquinanti (ad esempio policlorobifenili, fitoestrogeni).

Classificazione:
L’ipospadia viene classificata ina base allo sbocco del meato uretrale.
Clinicamente la malformazione si manifesta con alcune caratteristiche, presenti isolatamente o in associazioni varie:
-  meato uretrale esterno più o meno ristretto, in posizione anomala lungo il decorso del rafe mediano (vedi classificazione);
- incurvamento ventrale dell'asta o "recurvatum";
- ipoplasia del glande e/o schisi cutanea ventrale;
- eccesso di prepuzio dorsale;
- nelle forme più gravi scroto bipartito.
Esistono vari criteri di classificazione. Utile è l'inquadramento anatomico in base alla localizzazione del Meato Uretrale Esterno:
- ipospadia distale quando il meato è sulla faccia ventrale del glande fino a 4-5 mm dall'apice del glande (45% dei casi);
- ipospadia media o peniena quando il meato si localizza tra il 1/3 distale del pene ed il solco balanico (35%);
- ipospadia prossimale quando il meato uretrale è situato tra il perineo ed il 1/3 distale della superficie ventrale del pene, a livello penieno medio o scrotale (15%) o perineale (5%). Esistono  forme di ipospadia con incurvamento ventrale dell'asta, e con le caratteristiche cutanee proprie della malformazione già descritte, ma con sbocco del meato uretrale esterno in posizione normale, definite "ipospadia cutanea o ipospadia sine ipospadia".

SINTOMATOLOGIA:
Problemi di minzione, in modo variabile nelle diverse forme, in base alla sede del meato uretrale al suo calibro, alla presenza o meno dell'incurvamento.
Nelle ipospadie distali la minzione in genere avviene normalmente, in quelle prossimali vi è l'impossibilità a dirigere il getto urinario, per cui l'urina viene espulsa a raggiera, costringendo il bambino ad urinare in posizione seduta.
La presenza di stenosi del meato determina una minzione laboriosa associata talora a dolore. Il bambino urina poco, restano in vescica spesso, residui urinari e possibili reflussi vescico ureterali.
La stenosi deve essere corretta in fase precoce per evitare eventuali complicanze come le infezioni ascendenti.
Da non sottovalutare i disturbi psicologici sia nel bambino piccolo che, soprattutto, l'adolescente.

DIAGNOSI:
La diagnosi è clinica. Nei casi più gravi, in base alle indicazioni mediche, possono essere necessari esami per valutare o escludere anomalie delle vie urinarie.
Nei casi dubbi utile consulenze con endocrinologo, consulenza genetica, per il corretto riconoscimento del sesso.

COMPLICAZIONI:
Le complicanze delle ipospadie non trattate includono la deformità del flusso urinario, disturbi urinari e psicologici; disfunzione sessuale secondaria alla curvatura del pene; infertilità se l’ipospadia è prossimale.



Trattamento
L'obiettivo della chirurgia ipospadia è quello di correggere le deformità funzionali e cosmetiche.
La circoncisione deve essere evitata, in quanto il prepuzio viene spesso utilizzato nella riparazione nella maggior parte dei casi. L'età ideale per la riparazione in un neonato sano è 6-12mo, comunque entro i 2 anni di vita, perché il rischio di anestesia generale in questa età è simile ai bambini più grandi; la crescita del pene nei prossimi anni è lento; il bambino non ricorda la procedura chirurgica; e le esigenze analgesiche postoperatorie sono minori rispetto ai bambini più grandi.
Ma ogni caso va valutato attentamente e la decisione va spiegata e discussa con i genitori.
Si è concordi nell'effettuare la correzione di tutte le forme di ipospadia, anche di quelle apicali, possibilmente in un unico tempo operatorio.
È stato dunque superato il vecchio concetto che prevedeva di effettuare la correzione solo delle forme più gravi, sottovalutando l'impatto psicologico del problema estetico.
Con la ricostruzione si deve anche ottenere un aspetto estetico il più possibile normale, prevenendo l'innesco di meccanismi di tipo patologico a livello psichico.
Dal punto di vista funzionale, l'atto chirurgico non deve impedire il normale accrescimento, ma garantire lo sviluppo completo e corretto a tutti gli effetti.

DECORSO POST OPERATORIO:
La durata del ricovero varia a seconda del tipo e gravità dell’ipospadia. In genere la dimissione avviene dopo tre-cinque giorni dall'intervento.
E’ necessaria una accurata pulizia, con acqua e sapone disinfettante a risciacquo. Localmente si utilizzano pomate antibiotiche dopo il  lavaggio.
Ritorno alla attività fisica svolta in precedenza dopo vari giorni cercando di evitare attività a rischio di traumi.

COMPLICANZE POST INTERVENTO:
La percentuale di complicanze è bassa: 5% per ipospadia apicale, 10% per ipospadia distale e 20% per ipospadia prossimale.
Le complicanze  possono essere immediate, quando si verificano nel periodo postoperatorio, e tardive, quando avvengono a distanza di mesi o di anni.
Le complicanze immediate sono rappresentare dagli spasmi vescicali, dalla perdita urinaria , da ematomi e da infezioni. Le complicazioni si  sono ridotte con nuove tecniche chirurgiche (uretroplastica mini-invasiva, riduzione dell’uso del catetere).
Le complicanze tardive sono rappresentare da fistole uretro-cutanee, diverticoli e stenosi uretrali e stenosi del meato che necessitano di un intervento chirurgico.
Altre complicanze includono un flusso urinario deformato e una curvatura persistente del pene.


Nelson Textbook of Pediatrics 20th Edition – Elsevier, 2016


lunedì 6 novembre 2017

Risposta a mamma: non dorme e non mangia

Risposta a mamma: non dorme e non mangia
Caro dott. Ho solo due problemi con mia figlia i 2 anni:
Non dorme e ha atteggiamenti oppositivi nei confronti del nostro cibo
Cara mamma
Non sono due problemi da poco e mi permetto di fornire qualche consiglio, fare qualche considerazione anche se la risposta specifica alla situazione di sua figlia la può dare solo il pediatra curante che conosce la bambina I genitori e la famiglia.
I disturbi del sonno in età pediatrica sono molto frequenti e, quasi sempre, non dipendono da errori di tipo educativo per cui non bisogna colpevolizzarsi né ascoltare le solite persone che danno tutte le colpe ai genitori.
Ci sono bambini che fin dei primi giorni di vita dormono tranquillamente tutta la notte mentre altri hanno difficoltà ad addormentarsi o si sveglia no frequentemente e sembra che facciano le sentinelle. Anche qui bisogna distinguere se il disturbo del sonno si presenta all’addormentamento  o durante la notte con risvegli frequenti. Nel caso fosse un disturbo all’addormentamento è molto utile alla sera iniziare con dei rituali come cercare di giocare con giochi rilassanti e che non agitino o eccitino la bambina. Molto utile ricorrere alla lettura o anche (opzione B)  alla visione di un cartone animato per un breve periodo di tempo insieme a voi. La lettura è una delle cose più utili non solo per l’addormentamento ma anche per tante fattori favorevoli per la crescita (vedi il sito www.natiperleggere.it
 Il discorso del cibo è molto più complesso.  Bisogna tenere conto che a volte noi adulti non rispettiamo i ritmi dei bambini:  una regola semplicissima è quella di ricordarsi che se il bambino ha fame mangia e se non mangia vuol dire che non ha fame:  inutile quindi forzarlo, o lodarlo promettere premi o dare punizioni. A tavola ci si deve sedere senza stress e senza ansia altrimenti si rischia di creare un rapporto alterato con il cibo. Si creano circoli viziosi e stati di ansia. Alcuni bambini mangiano all’asilo e non a casa perché all’asilo c’è una atmosfera diversa (alcuni non mangiano neanche all’asilo). Allego alcuni link dove può trovare alcuni suggerimenti ma i consigli principali che posso dare per un bambino di due anni che attraversa anche un periodo detto di neofobia ( https://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/12/neofobia-mio-figlio-non-mi-mangia.html ), cioè non accetta cibi nuovi, sono di:
-       osservare senza reagire
-       Non parlare di cibo davanti al bambino o tra voi (la cosiddetta congiura del silenzio)
A volte si ottengono risultati se oltre a questi due consigli si fa desiderare il cibo ai bambini con frasi tipo questo è un alimento per i grandi.
CONSIGLI SULL’ALIMENTAZIONE QUI: https://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=MANGIA
Non è facile in poche righe dare dei consigli comunque demando ad alcuni link nel testo per un approfondimento e soprattutto il consiglio finale è di parlare col vostro pediatra ma non in presenza della bambina.




Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...