sabato 28 maggio 2016

ATTENTI ALLA PROCESSIONARIA (soprattutto per bambini e cani)

ATTENTI ALLA PROCESSIONARIA (soprattutto per bambini e cani)
REAZIONI CUTANEE MA ANCHE REAZIONI ALLERGICHE GRAVI
Fino a giugno si corre il rischio. Attenzione soprattutto nelle pinete e vicino alle querce ma si trovano anche vicino ad altre piante come i larici, i noccioli, i castagni, i faggi, le betulle. E’ diffusa in tutta Italia
La presenza della processionarie va segnalata al comune, se si tratta di uno spazio pubblico. Nel caso di una proprietà privata, si può avvertire il proprietario. La legge impone la bonifica dei siti infestati.
I peli della processionaria si separano dalla larva che li porta sul dorso sia toccandola (i bambini  ci giocano e i cani l’annusano) o anche sotto l'azione del vento.
Sono descritte varie dermatiti, orticaria ma anche degli shock anafilattici (reazione allergica grave per contatti riptuti).
Cosa fare:
In caso di contatto con la pelle: lavare abbondantemente con acqua e sapone e applicare una crema cortisonica. In caso di contatto con gli occhi
Se il bambino si tocca gli occhi lavare sotto acqua corrente per 10 minuti e se dosturbi andare a un PS.
(Anche se sono pediatra segnalo che i sintomi per  un cane possono essere gravi con gonfiore della lingua tale da causare difficoltà respiratoria. Anche in questo caso oltre ad allontanare la processionaria lavate abbondantemente con acqua).










venerdì 27 maggio 2016

ATTENZIONE E’ ARRIVATA UNA NUOVA MALATTIA: LA “TAMPONITE”: E' contagiosissima

ATTENZIONE E’ ARRIVATA UNA NUOVA MALATTIA: LA “TAMPONITE”. Non sottovalutatela perché potrebbe avere effetti devastanti psicosociali. Si diffonde peggio della peste:-(

Riflessioni sul tampone faringeo autoprescritto e più in generale sui danni creati facendo esami…..senza un ragionamento clinico.
Le visite e gli esami sono importanti QUANDO SERVONO e per prevenzione. "Girare" a fare tanti esami e per tanti medici aiuta a creare malattia..ansiosa...mentale...a “vivere come malati essendo sani”.
Fare un tampone faringeo così per farlo su indicazioni di “moda di massa” può avere effetti collaterali. 10-20% di bambini “sani” possono avere una positività per lo streptococco. Se poi si cercano altri germi si troverà streptococco ma anche pneumococco, menigococco ecc.

GUARDATE CHE LA SALUTE E’ ANCHE UN MERCATO che si alimenta se si fanno gli esami ai sani. Esiste anche un termine tecnico per questo: “Disease Mongering” che, tradotto, vuol dire “Guadagnare con le malattie” (Cioè alcuni guadagnano con le malattie vere o, peggio, create agli altri).
Tornando al Tampone faringeo: NON VA FATTO A TAPPETO (per esempio a tutta una classe) ma solo a chi presenta una sintomatologia clinica. E’ un esame che serve per decidere, in presenza di sintomi quali mal di gola, febbre, e altro se dare l’antibiotico o meno. Lo streptococco piogene che si cerca con il tampone è responsabile di circa il 30% dei casi di mal di gola. Direte che succede se faccio il tampone per mia tranquillità?? Che male c’è?? Provo a spiegarlo in poche righe: ogni esame ha falsi negativi (esame negativo e paziente malato) e falsi positivi (esame positivo e paziente sano). Solo la correlazione tra dati clinici (valutati dal medico) e la positività o meno del tampone permette di decidere. Direte…io faccio lo stesso. Bè, a parte il fastidio per il bambino (non fa piacere se si sfrega in gola e per fare il tampone bene bisogna spazzolare ben bene le tonsille) dovete sapere che dal 10 al 30% dei bambini SANI ha lo streptococco ( e se si cerca anche altri germi quale stafilococco, hemophilo e altri) in gola. Sono i cosìdetti portatori sani. Poi esistono i falsi negativi.

L'elenco degli esami inutili (e l'inutile è spesso dannoso) è lunghissimo dai test alternativi per le allergie  a screening casalinghi per la celiachia.....ma leggete SLOW MEDICINE che si pone questa domanda, tra le altre cose: "esiste un modo per permettere ai cittadini di valutare in maniera corretta e non manipolata la qualità delle cure che vengono loro proposte"

CONSIGLIO? Importante sapersi gestire in alcune situazioni ma di lì a prescriversi esami o essere tentati perché….costa poco…è comodo…la nonna ha insistito…. O è un’offerta (vedete questa foto).
I danni da prescrizioni inapropriate sono tante e Vi lascio con l'invito a leggere il libro Slow Medicine e i libri da cui ho tratto queste due frasi due frasi:

1) Dentro ogni sano c'è un malato che non sa di esserlo (Dott. Knock o il Trionfo della medicina di Jules Romain)

2) Se ti senti sano è perché non hai fatto abbastanza esami. (Farmaci che ammalano)

Se volete approfondire leggete qui: http://ferrandoalberto.blogspot.co.at/search?q=esami




giovedì 26 maggio 2016

QUANDO IMPARANO A PARLARE???

QUANDO IMPARANO A PARLARE???
Tratto da un articolo del Collega di Palermo Angelo Spataro:
7 mesi lallazione canonica (ripetizione della stessa sillaba),
10-12 mesi ripete diverse
12-15 mesi indica con il dito per ottenere o mostrare qualcosa, fa ciao con la mano o dice no con la testa.
due anni unisce due parole. Da qui in poi segue un arricchimento progressivo del linguaggio con la pronuncia di circa 600 parole a 36 mesi e 1500 parole a 4-5 anni.
Ma se a due anni il bambino non parla.
A 24 mesi il bambino deve saper ripetere almeno 50 parole e
a 30 mesi deve sapere unire due parole.
PREOCCUPARSI QUANDO?
Se non pronuncia alcuna sillaba a 8 mesi o non pronuncia le prime parole a 18 mesi o le prime frasi con due parole a 30 mesi, specialmente se non usa i gesti
La lettura di libri ad alta voce da parte dei genitori fin dai primi mesi di vita, costituisce uno stimolo importante per lo sviluppo del linguaggio sia parlato che scritto.
Che cosa possono fare i genitori per stimolarlo?
I genitori devono facilitare il processo evolutivo del linguaggio attraverso il dialogo che inizia già dai primi mesi di vita, con la ripetizione reciproca da parte della madre e del bambino di sillabe e di parole semplici, per passare successivamente al dialogo con frasi sempre più complesse fino al ragionamento astratto quando il ragazzo raggiunge l'età adolescenziale.

martedì 24 maggio 2016

STIPSI O STITICHEZZA

STIPSI

Si definisce stitichezza  quando il bambino va di corpo ad intervalli che superano le 48 ore o anche se, per periodi più brevi, presenta  feci dure che vengono emesse con sforzo.

Nei primi 6 mesi e talora fino ad 1 anno di vita la causa è quasi sempre  una incoordinazione tra la spinta e il rilasciamento dello sfintere anale esterno (dischezia): il bambino si sforza ma non riesce ad evacuare perché non si rilasciano gli sfinteri, piange e diventa tutto rosso in volto per lo sforzo. Basta una stimolazione (punta del termometro o sondino o alro) per far rilasciare lo sfintere anale e farlo andare di corpo ed emettere feci che sono di consistenza normale o precedute da un piccolo ‘tappo’. La stimolazione non deve diventare un’abitudine, ma solo un rimedio ‘d’emergenza’ se il bambino appare fortemente disturbato, altrimenti non lo si abitua ad evacuare da solo. La dischezia è dovuta ad un’immaturità funzionale ed è destinata a risolversi da sé nel giro di pochi mesi.  Buoni risultati si ottengono anche con adeguati massaggi

Fattori che favoriscono la stipsi
-         Cambio di alimentazione (ad es. svezzamento)
-         Episodi infettivi (portano ad una perdita di liquidi)
-         Passaggio dal pannolino al vasino
-         Predisposizione familiare
-         Fattori psicologici
-         Infiammazioni nella zona perianale (per esempio dermatite da pannolino)
-         Alimentazione carente di fibre
Una stipsi può causare
-         dolori addominali anche importanti soprattutto nel lattante e nei primi anni di vita
-         emorroidi esanguinamento
-         riduzione dell’appetito
-         nervosismo, irritabilità, irrequietezza


COSA FARE
OVVIAMETE SENTIRE I PEDIATRA PER VALUTARE LA POSSIBILE CAUSA DI STIPSI E PERSONALIZZARE I RIMEDI
-         Offrire da bere
-         Dare alimenti ricchi di fibre: farina integrale, frutta (soprattutto pesche, prugne, melone) e verdura
-         Abituare il bambino ad andare alla toilette quando avverte lo stimolo e non trattenere la defecazione
-         In caso di persistenza o non risoluzione con la dieta si possono somministrare rammollitori fecali, a base di Macrogol o Politilenglicole che assorbono  acqua ed aumentano il volume delle feci.
-         Se dolori addominali ricorrere alla stimolazione locale con una perettina o una supposta o un clistere
-         NORME IGIENICHE:
- abituare bambino ad andare in bagno ogni giorno alla stessa ora;
- farlo sedere con l’aiuto di un riduttore e di uno sgabello, in modo che abbia i piedi ben appoggiati ed assuma la corretta posizione un po’ accovacciata;
- non tenerlo sul water o sul vasino troppo tempo: se dopo qualche non si scarica, meglio ritentare dopo qualche ora.



NON Minacciarlo o punirlo se trattiene le feci

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