mercoledì 1 maggio 2019

AIUTO mio figlio ha la febbre

AIUTO mio figlio ha la febbre e stamane siamo già stati al PS ove non hanno trovato niente di particolare (solo lieve infiammazione delle vie respiratorie). Cosa facciamo? Firmato genitori preoccupati

Cari genitori preoccupati
Allego qui sotto alcuni consigli (depliant fatto con il Gaslini e articoli sulla febbre) mandati "al volo" stamane
In estrema sintesi:
LA COSA PIU' IMPORTANTE DA VALUTARE E' LO STATO GENERALE DI BENESSERE O DI MALESSERE DEL BAMBINO E NON IL LIVELLO DI FEBBRE
1) La febbre precede spesso la causa che la determina: ad esempio nella sesta malattia, o febbre dei tre giorni, ci sono 3 giorni di febbre alta che scende poco con antipiretico e poi, poi, dopo 3 giorni, in media, di febbre vengono delle macchie su tutto il corpo e la malattia è passata. Nelle infezioni delle vie respiratorie a volte tosse e raffreddore vengono dopo 24-.48 ore così come in altre infezioni la cosa si chiarisce in qualche giorno....o passa così come è venuta
2) La febbre NON è una malattia ma una risposta dell'organismo utile per combattere le infezioni.
3) Non va abbassata per forza e la mancata risposta all'antipiretico non è segno di gravità
4) NON si sveglia il bambino che dorme per misurare la febbre
5) NON si forza il bambino a mangiare quando ha la febbre
6) Si offre da bere di più, se gradisce beve . Se non beve non forzatelo.
7) Antipiretico: meglio per bocca. La supposta solo se vomita seguendo il dosaggio in base al peso
8) Non coprire troppo né spogliare il bambino: lo si copre o scopre in base a come sta: se sembra avere caldo (suda) lo si scopre, se sembra avere freddo (trema e ha gli arti freddi)lo si copre
9)Non andare al PS a meno che.....leggete sul depliant al ling segnalato http://www.apel-pediatri.org/attachments/733_pieghevoli%20febbre_v3%20(1)%20(1).pdf
10) Se il bambino non appare sofferente potete fare brevi uscite (ad esempio per andare in altra casa o , se la temperatura non è bassa, per distrarlo un poco).
AGGIUNGO: LA FEBBRE SI MISURA ALL'ASCELLA PREFERIBILMENTE!!!
PER QUALSIA DUBBIO TELEFONATE
Qui un depliant su cosa fare e non fare per la febbre: http://www.apel-pediatri.org/attachments/733_pieghevoli%20febbre_v3%20(1)%20(1).pdf anche allegato)


POI...se è una infezione delle vie respiratorie verrà rinite e tosse
SE venisse male alle orecchie piangerebbe...se ..telefonate al pediatra
Dott. Alberto Ferrando
Pediatra



martedì 30 aprile 2019

CORSI, GRATUITI, MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO

CORSI, GRATUITI, MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO
Cari genitori
Segnalo le prossime dimostrazioni, gratuite:
8 maggio, ore 17,30. Si ripete il 12 giugno, 10 luglio Biblioteca DE Amicis, Porto Antico organizzare dalla Ag. della Famiglia nell'iniziativa "I primi 1000 giorni di vita"
9 Maggio: presso Consolato dellEcuador in Via XX Settembre
15 maggio Ore 17:00/19:00 Scuola dell'infanzia Il Delfino (Vicino al Museo del Mare)
A breve altre date...finchè reggo. Ricordo che potete fare la Manovra presso i Consultori e presso le varie Croci a partire dalla Croce Rossa Italiana oltre che presso i pediatri che avevano aderito al progetto regionale (Bloccato da 2 anni, ahimè, dalla Regione stessa tramite l'Agenzia Regionale ALISA). Per appuntamenti e altre informazioni trovate nelle locandine






Per fortuna si ammala: importanza delle visite preventive

Per fortuna si ammala: importanza delle visite preventive.
Bambini trascurato perchè non si ammalano...ma non vuol dire che stiano bene :-(
Perchè dico così? Abbiamo la "cultura" della visita del medico per "problemi", ovvero se il bambino si ammala, e non preventiva ed educativa. Così sono "quasi contento" (non trovo altri termini adeguati. Non è che sia contento di trovare dei problemi ma almeno li ho potuti rilevare) quando un bambino si ammala e viene portato dal medico che riscontra un problema che, se il bambino non si fosse ammalato, sarebbe stato riscontrato tardivamente.
Quanti bambini non vedo più per anni perchè "non si ammala mai sa dottore" e poi me li ritrovo con obesità, problemi di sonno, dipendenze di vario tipo, problemi scolastici, problemi di relazione tra coetanei, fratelli e sorelle o genitori se non con patologie come deficit di attenzione e sintomi di tipo neuropsichiatria :-(. Oppure nell'adolescenza perchè abbandona la scuola, dorme con i genitori, non esce più di casa (s. di Hikikomori) ecc. ecc.
In molti casi una intervento precoce avrebbe potuto risolvere o prevenire la situazione. Per questo mi ritrovo a dire "per fortuna si è ammalato" così possiamo fare qualcosa prima!!!!
Un esempio: se il bambino ha tante febbri per mal di gola il pediatra lo visita ma se "non si ammala mai" e ha una ipertrofia adenoidea e tonsillare cospicua e non si ammala si rischia lo sviluppo di animalie dentarie, di anomalie facciali, di disturbi del sonno (OSAS o sindrome delle apnee notturne) che causeranno problemi anche seri (agitazione diurna, scarsa concentrazione, iperattività, scarso rendimento scolastico, stanchezza e nervosismo cronico, mancanza di appetito o, al contrario, obesità o anche peggio, in alcuni casi ipertensione polmonare e cuore polmonare :-().
Altri problemi che si potrebbero rilevare precocemente e risolvere rapidamente mentre se, non rilevate, si cronicizzano e creano problemi? Problemi ortopedici (scoliosi e anomalie della postura e degli arti inferiori ), problemi intestinali (encopresi e stitichezza), enuresi, anomalie dei genitali maschili (il varicocele si sviluppa  prevalentemente nello sviluppo) e ....l'elenco è molto lungo.
I pediatri eseguono a determinate età i cosiddetti "bilanci di salute" che servono proprio a questo e dal medico ci si deve andare (senza finire nel cosiddetto "Doctor shopping" e nel marketing sanitario) anche da sani soprattutto in certe età "delicate" e molto trascurate quali la preadolescenza, l'adolescenza e nell'età del "giovane adulto". Anche per ricevere consigli e parlare di sonno, sostanze, droghe,  alcol sesso.......e le materie di cui discutere sono infinite. Anche per dare al ragazzo la possibilità di avere un rapporto di fiducia con il pediatra o il medico curante. Così quando, e se, avrà un problema potrà contare su una figura di riferimento con cui ha confidenza.
Vi scrivo queste poche righe con tristezza perché il bambino ammalato riceve tante (e troppe a volte) attenzioni ma il bambino che non si ammala (e non vuol dire che sia sano) poche o nessuna.
Consiglio pratico? Una vista preventiva 1 volta all'anno (in assenza di patologie o problemi rilevati dai genitori) dal medico curante. Una visita odontoiatrica una vola all'anno, Una visita oculistica a 1, 3, 6 anni e poi ogni 3-4 anni circa. Altre visite su indicazione del medico curante.
Dal medico poi ci si rivolge anche per aiuto per problemi di comportamento, scolastici, di tensioni in famiglia situazioni così poco "sanitarie" ma che hanno così tante conseguenze sullo stato di salute
Buona giornata

AUTONOMIA DEL BAMBINO, LAVORI IN CASA, PAGHETTA

AUTONOMIA DEL BAMBINO, LAVORI IN CASA, PAGHETTA
L'autonomia del bambino da 0 a 6 anniè il prerequisito di una maggiore vita autonoma e felice de ragazzi e degli adulti di domani.
A partire dalla nanna, allo svezzamento e al non uso del ciuccio e del biberon, infatti, insegnare a un bambino a fare da solo (ad esempio a  vestirsi e spogliarsi, a svolgere piccoli compiti domestici ecc. ) non solo significa renderlo più sicuro di sé e aumentare la sua autostima, ma anche contribuire a fargli sviluppare le sue intelligenze e a porre le basi per dei buoni risultati scolastici e del suo futuro lavorativo.
Così facendo, inoltre, si aiuta il bambino a sviluppare la manualità oltre a far crescere l'immagine positiva di sé.
I genitori invece, spesso, si sostituiscono al proprio figlio perché non c'è tempo, si corre sempre!  Ma i bambini hanno bisogno di sentirsi in grado di fare le cose in autonomia per sviluppare abilità di pensiero efficaci ed autonome. In questo modo si svilupperanno in futuro, abilità di sopravvivenza e di problem-solving, capacità di trovare le più diverse alternative per gestire e non subire le situazioni.
 Come sviluppare l'autonomia del bambino 
1.    NON accorrere immediatamente al primo pianto: a volte un neonato viene preso in braccio immediatamente appena fa un pianto. Bisogna interpretare il  pianto ma se ha mangiato, se è andato di corpo regolarmente... aspettiamo qualche minuto
2.    Mangiare da solo: la prima autonomia che va insegnata a un bambino è quella di mangiare da solo. Si parte durante lo svezzamento mettendogli piccoli pezzi di cibo nel piattino, in modo che se li porti da solo alla bocca. Appena più grandicello si passa all'uso del cucchiaino e della forchetta, fino al coltello. In parallelo bisogna insegnargli a portare il bicchiere alla bocca e a pulirsi da solo con il tovagliolo
3.    Dormire da solo: variabile a seconda delle culture. In camera con i genitori si...nel lettone è un tema oggetto di discussioni ma andrebbe evitato soprattutto in situazioni, note, di rischio quali fumo, obesità, uso di droghe o alcol da parte dei genitori
4.    Dormire nella cameretta: variabile, dipende da varie situazioni. Comunque non prima dei 6-12 mesi
5.    Non usare il biberon dai 18-24 mesi
6.    Non usare il ciuccio dai 2 anni e mezzo/3
7.    Togliere il pannolino: variabile da bambino a bambino dai 18 ai 36 mesi.
8.    Gestire la rabbia: cestino o scatola della rabbia o barattoli della calma (variabile dai 2-3 anni)
9.    Vestirsi da solo: tra i 3 e i 4 anni il bambino è pronto ad effettuare i primi esperimenti con i vestiti e già prima dei 5 anni un bimbo può vestirsi completamente da solo
10.  Aiutare nelle faccende domestiche (apparecchiare, fare la spesa, cucinare)
11.  Igiene intima da soli dai 5-6 anni: gradualmente spiegare ai maschietti la pulizia del pene facendo scorrere la pelle dl prepuzio sul glande e alle bambine di aprire le grandi labbra per lavare anche dentro
12.  Riordinare i propri giochi: abituarlo all'ordine è il prerequisito dell'ordine logico, cioè la capacità di mettere ordine fra le conoscenze. Se si vorrà facilitare la capacità di studiare con ordine logico, sarà quindi indispensabile abituare precocemente all'ordine pratico
13.  Esprimere i propri sentimenti e sviluppare l'autocontrollo: va fatta dai 5-6 anni. Il genitore deve educare il bambino ad esprimere a parole le proprie emozioni: gioia, entusiasmo, ma soprattutto paura, collera e tristezza. Soprattutto verbalizzando le emozioni negative il bambino saprà contenere i comportamenti violenti e impulsivi
14.  Fare i compiti da solo: si corre il rischio di impigrirlo, inoltre si rischia che il bambino pensi di essere incapace di lavorare da solo, diminuendo così la sua autostima. Non significa che i genitori si debbono disinteressare dei compiti, debbono verificare al termine ed essere disponibili in caso di difficoltà
15.  Paghetta, da dare al lunedì per consentirgli di acquisire la gestione dei soldi da dare al lunedì. Base di partenza 30 centesimi per anno di vita. Dai 5/6 anni
16.  Importante per rendere tutto ciò possibile è avere un buon equilibrio di coppia, cercando fin dai primi mesi di vita del bambino di ritagliare dei tempi per la vita di coppia come ad esempio, uscire da soli qualche volta al mese.
Aiutare nelle faccende domestiche, in particolare va così interpretato:
·      BAMBINI DI 2-3 ANNI: Rimettere i giochi nelle scatole, gettare i rifiuti nella spazzatura, apparecchiare la tavola, mettere a posto le riviste e i libri
·      BAMBINI DI 4-5 ANNI: Dar da mangiare agli animali domestici, apparecchiare la tavola (ma con piatti e bicchieri non fragili), appaiare i calzini, innaffiare le piante... I bambini di età prescolare amano dimostrare di essere capaci e indipendenti. Concentratevi non tanto sul risultato, ma sull'impegno.
·      BAMBINI DI 6-7 ANNI: Aiutare a preparare il pranzo, fare i letti, aiutare a mettere via la spesa, buttare la spazzatura.
·      BAMBINI DI 8-9 ANNI: Cucinare piatti semplici, apparecchiare e sparecchiare, caricare e svuotare la lavastoviglie, piegare e mettere via i vestiti, sostituire la carta igienica, passare l'aspirapolvere o rastrellare.
·      BAMBINI DI 10-12 ANNI: A questa età possono lavare piatti e pentole, passare la scopa, lavare il bagno, aiutare a portare la spesa.
·      DAI 13 ANNI IN SU: A questa età possono: fare da babysitter ai fratellini, aiutarli con i compiti, cucinare la cena una volta alla settimana, portare fuori il cane... E' importante che un figlio adolescente impari a cavarsela da solo in quasi tutte le faccende domestiche. Attenzione però che gli insegnamenti non rispecchino stereotipi di genere: i maschi devono imparare a cucinare, a stirare, a fare il bucato e le femmine a maneggiare un trapano, cambiare l'olio della macchina e fare giardinaggio.​
I Lavoretti dei bambini vanno pagati? 

E' importante che i bambini eseguano dei lavoretti all'interno della famiglia per imparare il senso di responsabilità. Questi lavori dovrebbero essere separati dalla paghetta settimanale, che serve per insegnargli il valore dei soldi.


lunedì 29 aprile 2019

Morso di vipera: cosa fare, cosa non fare, come prevenire

Morso di vipera: cosa fare, cosa non fare, come prevenire
Una volta si portava dietro per precauzione il siero antivipera quando si andava in campagna o in montagna, ma da anni, in base a vari studi ed una attenta valutazione si è stabilito  che l'uso del siero al di fuori delle strutture ospedaliere, può essere non solo inutile, ma anche in molti casi pericoloso.

COSA FARE SE MORSI DA UN SERPENTE? 
Morso di vipera
Quando una persona è morso da un rettile è di fondamentale importanza tenere conto delle seguenti variabili: 
1. il rettile potrebbe non essere una vipera*; Leggete qui: http://www.trafoi.net/pdf/vipera.pdf2
2. se il rettile è una vipera (riconosciuta), potrebbe non aver inoculato il veleno (cosiddetto "morso secco"), o averne inoculato una dose ridotta.
Questo dato ha portato alla definizione di un protocollo diagnostico - terapeutico, che partendo dal presupposto che "morso di vipera" non significa "avvelenamento da morso di vipera", orienta al trattamento del paziente (sintomi e alterazioni ematochimiche) e non del veleno. 

Cosa fare in caso di morso di vipera (o nel dubbio)
Innanzitutto, è fondamentale tranquillizzare il paziente e quindi: 

1                     immobilizzare l'arto con stecca o altri mezzi di fortuna al fine di impedire i movimenti e applicare un bendaggio elastico, leggero ed ampio  a monte del morso;
2                     trasportare il paziente al più vicino ospedale (per i pazienti che si trovano in zone impervie o lontane da un ospedale si rammenta di far riferimento al servizio 118 che provvederà con 1'eliambulanza ad un tra sporto rapido e protetto);
3                     evitare le manovre tradizionali quali, taglio e suzioneche oltre a non essere efficaci possono causare danni iatrogeni della parte interessata ed aumentare la diffusione del veleno;
4                     evitare la somministrazione di siero (immunoglobuline di origine equina) al di fuori dell'ambiente ospedaliero per il rischio di shock anafilattico.
Inoltre qualsiasi paziente con morso di vipera accertato o anche solo sospetto deve essere tenuto in osservazione per almeno 8/12 ore; solo in base alla visita medica ed al risultato di esami specifici si dovrà procedere, da parte di personale specializzato, alla somministrazione del siero. 

COSA FARE PER PREVENIRE IL MORSO? O ridurre al minimo il pericolo:
1      Fare rumore e battere a terra con bastoni, soprattutto nell'erba alta 
2      indossare scarpe alte alla caviglia, calzettoni spessi, e pantaloni lunghi 
3      evitare di sedersi su pietraie e controllare prima di sedersi 
4      chiudere le borse e non abbandonare giacche e maglioni per terra
5      fare attenzione a dove si mettono le mani in quanto le vipere si mettono infatti fra le foglie e sotto le pietre.

Quando somministrare il siero antiofidico
La somministrazione del siero è indicata solo se il paziente diventa sintomatico, e in particolare nei casi in cui compaiono: 
alterazioni dei parametri emocoagulativi;
ipotensione grave o shock;
sintomi gastroenterici importanti e prolungati;
aritmie cardiache, dispnea;
edema imponente dell'arto coinvolto.
Il siero deve essere somministrato in infusione endovenosa lenta, diluito in 100-250 ml di fisiologica; si sottolinea che il sito di inoculazione del veleno è raggiunto in 2 ore dall' 1,4-6% del siero se somministrato per via intramuscolare o sottocutanea, dall'85% se somministrato per via endovenosa.L'adesione al suddetto protocollo ha permesso di evidenziare come (a seconda delle casistiche riportate) solo per il 10-20% dei pazienti con morso di vipera accertato o sospetto si rende necessaria la somministrazione di siero. 
Per concludere
Tenuto conto dei rischi correlati alla somministrazione di siero eterologo, nonché della necessità di una attenta valutazione e monitoraggio dei parametri clinici e di laboratorio prima della sua somministrazione, risulta evidente che l'uso del siero antiofidico deve essere riservato all'ambiente ospedaliero: un suo uso al di fuori dell'ambiente ospedaliero, oltre che scarsamente efficace (potrebbe essere somministrato solo per via intramuscolare o sottocutanea), esporrebbe il paziente a rischio di reazioni gravi in ambiente non attrezzato per fronteggiarle.
La vipera ha un corpo tozzo e coda corta, la testa triangolare, appuntita e piatta e ben staccata dal corpo con una piccola depressione tra l’occhio e la narice,  l’occhio a pupilla verticale 












Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...