venerdì 18 settembre 2015

LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE. COSE INUTILI: AMBRA E OSCILLOCOCCINUM. UNA UTILE

LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE. COSE INUTILI: AMBRA E OSCILLOCOCCINUM. UNA UTILE
Cari genitori

Con questo post dò il benvenuto a tanti neogenitori a cui consiglio la lettura di un articolo su "La mamma ha sempre ragione", ruolo del papà e consigli utili prima che la coppia scoppi :-)
Trovate qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=la+mamma+ha+sempre+ragione

Poi per rendermi simpatico ricordo la NON dimostrata evidenza scientifica di utilità dell'oscillococcinum  (che non vuol dire che qualcuno ne tragga beneficio: si chiama effetto placebo:
http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=oscillococcinum

Per chi non è arrivato a detestarmi l'inutilità e anzi il potenziale danno della collana di ambra (riportati strangolamenti e soffocamenti): http://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/07/non-mettete-collanine-ai-bambini.html

Utile? La lettura di alcuni libri che trovate a questo link per i genitori e..da 6 mese di vita per i bambini: Nati per leggere e Leggere per crescere (e poi parleremo di musica e danza) che rappresentano un vero cibo per la mente: http://www.ferrandoalberto.eu/joomla/libri-consigliati/libri-consigliati.html

Buon week end
Alberto Ferrando

giovedì 17 settembre 2015

MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO DIMOSTRAZIONE GRATUITA CON UNICEF, FESTA DEI NONNI E ALTRO...

MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO DIMOSTRAZIONE GRATUITA CON UNICEF, FESTA DEI NONNI E ALTRO...
Cari Genitori
Ricordo alcuni eventi

  • 30 settembre ore 17-18,30 "Nozioni di Primo Soccorso" Manovra antisoffocamento e Presentazione del libro "Come crescere mio figlio" (ove si trattano ampiamente i problemi di prevenzione degli incidenti e di aiuto alla genitorialità) presso SEDE UNICEF ORIENTEXPO )(Mercato Orientale di Via XX Settembre) - 
  • 2 Ottobre FESTA DEI NONNI E BAMBINI UNICEF, Sala del Munizioniere Palazzo Ducale ove ci saranno vari interventi tra cui il mil "Nutrire il corpo, la mente e il cuore"
  • 11 Ottobre: MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO Municipio Mediolevante (Ferrando) INVIO LOCANDINA APPENA MI ARRIVA

A BREVE SEDI E DATE DEI CORSI DI PRIMO SOCCORSO PEDIATRICO E DI RIANIMAZIONE CARDIOPOLMONARE E DEFIBRILLATORE
































mercoledì 16 settembre 2015

IRROBUSTITI DALLE VACANZE ECCO DI NUOVO TRA NOI I SIMPATICI PIDOCCHI.

IRROBUSTITI DALLE VACANZE ECCO  DI NUOVO TRA NOI I SIMPATICI PIDOCCHI.
CONSIGLIO DI VEDERE E ATTACCARE IN GIRO IL POSTER DI "UPPA" che trovate qui e sul sito www.uppa.it
Se ce la fate leggete qui sotto ma VI PREGO:
- NON FATE TERAPIE PREVENTIVE: NON SERVONO A NULLA (SOLO A CHI VENDE I PRODOTTI)
- NON USAE PESTICIDI, PETROLIO, DISERBANTI TOSAERBA :-) ECC. TUTTI I PRODOTTI SONO TOSSICI E SPESSO FANNO POCO
- LA TERAPIA PIU' SICURA ED EFFICACE? LA RIMOZIONE MANUALE.
So che è meno impegnativo dare una terapia ma prendetelo come un momento per stare insieme a vostro figlio


Allego qui alcuni documenti della ASL 3 sui pidocchi
POSTER
LINEE GUIDA:

LA MIGLIOR TERAPIA??? OLIO DI GOMITO: SI CHIAMA WET COMBING ED EVITATE TERAPIE INUTILI PER LA PREVENZIONE. Leggete qui sotto intanto due spunti:
Rimozione meccanica: Il miglior sistema di diagnosi, il wet combing, è anche un ottima terapia; ripetuta ogni 3-4 giorni per 2 settimane da mani esperte, su infestazioni modeste, può essere efficace quanto i tradizionali pediculicidi (come rilevato da recenti studi), a fronte di nessun effetto avverso. Questo sistema consente di stabilire con certezza se ci sono insetti vivi e nel contempo li rimuove, fatto spesso risolutivo nelle piccole infestazioni, che da noi sono le più frequenti. Inoltre consente anche la prevenzione: se si ha notizia di un contatto è facile fare un controllo sul capo del proprio bambino.
Non bisogna assolutamente effettuare terapia se il bambino non ha i pidocchi, in quanto tutti i farmaci, anche i più recenti, possono dare degli effetti collaterali o scatenare reazioni allergiche. La gravità aumenta quando la madre, incautamente, ripete il trattamento in modo continuativo o comunque ravvicinato.

Cari genitori
Qualche notizia su un insolito animale da compagnia: il pidocchio
Sono iniziate varie segnalazioni e anno dopo anno il problema è sempre più frequente. Tanto frequente che un famoso pediatra ha ipotizzato che se un bambino in età scolare non si "prende" i pidocchi potrebbe essere affetto da un disturbo del comportamento (disturbi del gruppo di malattie tipo autismo) in quanto i pidocchi NON saltano e si prendono se sono a contatto le teste dei bambini. Questo implica gioco a stretto contatto. Battute, o quasi a parte trovate spiegazioni sul mio sito: www.ferrandoalberto.it (o www.ferrandoalberto.eu) (indirizzo diretto: http://www.ferrandoalberto.com/Collegamenti/pidocchi.htm ) e qui sotto.
In estrema sintesi:
1) I pidocchi adorano il pulito quindi non vergognatevi se Vostro figlio/a li avesse
2) Non servono a nulla le terapie preventive (anzi possono avere effetti collaterali di allergie)
3) Serve il controllo frequente dei capelli alla ricerca di lendini
4) Le lendini (uova) sembrano forfora ma non si staccano agevolmente dai capelli da prendere in considerazione sono quelle vicine al cuoio capelluto (7 mm, meno di 1 cm). Se sono più lontane sono gusci vuoti
5) NON FATE LA TERAPIA PREVENTIVAMENTE: rischiate allergie e di determinare resistenza del pidocchio.
6) La terapia va fatta con uno dei vari preparati e soprattutto con tanta calma. Buoni risultati anche con la terapia fisica e nuovi prodotti non tossici (vedi in fondo all'articolo)
7) Per la scuola hanno trovato una soluzione all'italiana: il bambino può rientrare dopo certificato del medico che attesta che è stata fatta terapia disinfestante: siccome non siamo attrezzati a fare shampoo ecc si attesta quanto dice il genitore. IN CONCLUSIONE CONTROLLATE LA TESTA DEI VOSTRI FIGLI.


Negli ultimi anni sono aumentati i casi di pidocchi nella popolazione infantile. Sono soprattutto i bambini che vivono in comunità (nidi, asili e scuole) a essere colpiti per primi. Dal bambino il pidocchio si può diffondere nelle famiglie.
L’infestazione (si parla di infezione solo nelle malattie infettive, per i parassiti come il pidocchio, di infestazione) predilige l’età tra i 5 e gli 11 anni, ma nessuna età è risparmiata, il sesso femminile, i capelli folti, più che lunghi (quindi non serve a niente tagliare a zero i capelli come una volta veniva fatto), e puliti. Molti pensano subito al binomio pidocchio-sporcizia, invece questi “cari” animaletti adorano i capelli puliti e profumati. Dobbiamo subito dire a tutti che al giorno d’oggi, "prendere i pidocchi"non rappresenta un segnale di scarsa igiene personale e familiare, né tanto meno di sporcizia e di povertà (anche se fra gli adulti sembrano più colpiti quelli con scarsa igiene personale).

Il pidocchio colpisce tutti, ricchi e poveri, sporchi e puliti, global e no-global, maggioranza e minoranza, è un raro esempio di eguaglianza sociale.
Ancora oggi viene però identificato con scarsa igiene personale e povertà per cui molte famiglie cercano di nascondere la situazione a tutti, mentre altre fanno “crociate” contro le famiglie meno abbienti o più isolate della scuola.
È importante, quando avvengono dei casi di pediculosi, applicare norme comuni di comportamento al fine di evitare la diffusione nella comunità e nelle famiglie e di evitare le altrimenti frequenti reinfestazioni.

Qualsiasi terapia diretta al singolo bambino e famiglia è pressoché sicuramente destinata all’insuccesso se non si forniscono chiare indicazioni a tutte le famiglie.
Innanzitutto la trasmissione avviene per contatto diretto con i capelli infestati e con i pettini, con le spazzole, attraverso i cappelli o altri effetti personali (pensate a tutte le sciarpe e cappotti messi insieme in accappatoi comuni). Ricordate comunque che il pidocchio non salta e non vola!!

Vediamo di conoscere un po’ di più questo animale di (non desiderata) compagnia: Il pidocchio vive da 1 a 2 mesi e si nutre esclusivamente di sangue umano, per cui deve soggiornare vicino ai capelli anche perché “sta bene” (soffre il freddo) con una temperatura di 35-37 °C. Lontano dal corpo umano sopravvive per un tempo massimo di 10 giorni (RICORDARE), in media 2-3 giorni.

Le femmine depositano le uova (da 4 a 6 al dì per un totale di 250-300 per femmina) che vengono fissate alla radice dei capelli a pochi millimetri dalla pelle. Se si riscontrano lendini (uova) oltre i 7 mm possiamo essere certi che è un guscio vuoto o che la lendine è morta (il “pidocchino”, detto ninfa, esce dall’uovo dopo circa 10 giorni e la crescita del capello è in media di 0,4 cm al dì). Anche i famosi CDC (Center for Disease Control) di Atlanta, USA, hanno stabilito che la diagnosi può essere fatta quando la maggior parte delle uova sono a meno di 6,5 mm dal cuoio capelluto (http://www.cdc.gov/ncidod/dpd/parasites/lice/default.htm).
Addirittura per alcuni la diagnosi si può porre solo quando si riesca a trovare un pidocchio vivo, che si muove.

Il primo sintomo è rappresentato dal prurito, variabile molto da persona a persona, inizialmente alla nuca e dietro alle orecchie. Al prurito segue il trattamento con conseguenti “lesioni da trattamento” cioè ferite che possono complicarsi con infezioni che causano dolore e aumento dei linfonodi del cuoio capelluto e della nuca.

L’ispezione, con una forte sorgente luminosa, consente di visualizzare le lendini alla radice dei capelli e, solo più raramente, il pidocchio vivo. Le lendini sono piccoli elementi del diametro di 0,3 per 0,8 mm, di forma ovoidale, di colore biancastro-giallastro, attaccate a un capello. Il PT ha una forma allungata, un colorito bianco-grigiastro, è lungo da 1 a 4 mm e rimane fisso ai capelli.

Comunque la semplice ispezione dei capelli spesso non consente di porre la diagnosi, perché i ¾ dei casi possono non essere riconosciute (R.J. Roberts, Head lice, New England Journal of Medicin, del 2002). La diagnosi è più sicura se si utilizza un pettine con i denti molto vicini e fitti (la vecchiapettinessa). La pettinessa va usata dopo aver pettinato i capelli con un pettine o spazzola normale. Il risultato è migliore se i capelli sono bagnati. La pettinessa va inserita alla base del capello e fatta scorrere con decisione fino alla punta. Si esamina frequentemente il pettine per vedere se si è “catturato” il pidocchio.

Quando in una famiglia si fa diagnosi di pediculosi della testa, vanno esaminati accuratamente tutti i componenti. Temperature superiori a 53,5° C, mantenute per 5 minuti sono letali per uova e pidocchi. Spazzole e pettini possono essere lavati con un pediculocida o in acqua calda. Anche il lavaggio a secco è efficace. Per oggetti non usati da oltre qualche giorno non è necessario procedere ad alcun provvedimento: nel dubbio è sufficiente conservare oggetti, cappelli e vestiti per 10 giorni, in un sacco di plastica.

Ai bambini deve essere permesso di tornare a scuola o in comunità il mattino dopo il primo trattamento, poiché il rischio di trasmissione è rapidamente ridotto dal trattamento. È da rivedere la politica di riammettere a scuola o in comunità solo i bambini che siano completamente senza uova, che, come abbiamo visto, possono essere vuote o morte dopo il trattamento.
Trattamento
Ricordiamo che diverse sostanze, soprattutto pesticidi, quando usati frequentemente possono causare problemi. Quindi, prima di intraprendere una qualsiasi terapia, consultate il vostro pediatra e ricordate che,purtroppo, non esiste nessuna terapia che sia efficace al 100%.

Per eliminare definitivamente i pidocchi è necessario, oltre ad effettuare la terapia consigliata dal vostro pediatra, eliminare tutti i pidocchi e tutte le lendini. Facile da dire ma, molto difficile da fare, in quanto le lendini sono strettamente attaccate ai capelli. Si può ricorrere ad una miscela, in parti uguali di acqua ed aceto anche se, tale procedura, come riportato in letteratura medica, non ha condotto ad alcun beneficio clinico. Infatti, i bambini possono tornare a scuola, indipendentemente dalla presenza di lendini. Il trattamento in genere va ripetuto dopo 10-15 giorni.

Dopo il trattamento e l'uso di uno shampoo neutro, i capelli debbono essere pettinati con un pettine fitto, allo scopo di rimuovere le lendini. La completa rimozione delle lendini dipende dalla struttura del pettine, dalla durata, dalla tecnica e dalla precisione del suo uso. L'impiego di soluzioni di aceto rende più facile l'asportazione.
Tutti i vestiti, la biancheria personale, i lenzuoli e le federe debbono essere lavati in lavatrice. Altri oggetti (spazzole, pettini, cuscini, materassi) e animali da casa debbono essere trattati con insetticidi in polvere.

Non bisogna assolutamente effettuare terapia se il bambino non ha i pidocchi, in quanto tutti i farmaci, anche i più recenti, possono dare degli effetti collaterali o scatenare reazioni allergiche. La gravità aumenta quando la madre, incautamente, ripete il trattamento in modo continuativo o comunque ravvicinato.

Nessun farmaco va usato per la prevenzione. L’unica prevenzione è l’esame della testa. Tutti i farmaci hanno una, seppure minima, tossicità. Anche l’uso protratto che alcuni genitori fanno, spontaneamente o consigliati da qualche “esperto” può esporre a pericoli.

Non esistono studi su terapie alternative: erbe, oli naturali, petrolio, cherosene, ecc. Questi ultimi sicuramente possono essere causa di avvelenamenti, non danno garanzie né sull’efficacia né sulla sicurezza.

La rimozione locale con pettine fitto da parte dei genitori è un’alternativa agli insetticidi, che non sono raccomandati nei bambini in età inferiore ai 2 anni.
L’uso del pettine fitto deve essere fatto dopo aver bagnato i capelli e va fatto per almeno 15-20 minuti e ripetuto ogni 3-4 giorni per varie settimane. Il risultato di tale terapia non è entusiasmante, il successo si ottiene in circa 4 bambini su 10

OLIO DI PALMA: FA MALE O NO? Miglior compromesso possibile?

OLIO DI PALMA.....ORA CI DICONO CHE è ECCELLENTE. MAHH!!!!! La verità dove sarà??? Intanto il fatto alimentare fa un elenco di prodotti privi di olio di palma... Io nel dubbio li cerco: grissini e cackers: http://www.ilfattoalimentare.it/olio-di-palma-snack-cracker.html
Biscotti ecc. http://www.ilfattoalimentare.it/olio-di-palma-biscotti-tab.html

Tutta la verità sull'olio di palma

È una battaglia senza esclusione di colpi quella contro l’olio di palma. Da parte del Fatto Alimentare soprattutto, che non accetta alcun tentennamento in merito alla pericolosità dell’ingrediente per la salute dell’uomo e dell’ecosistema. L’Aidepi – che è l’associazione delle industrie del dolce e della pasta in Italia – con un documento sul suo sito, sta tentando si riabilitare il ruolo del grasso vegetale, spiegando che si tratta di un ingrediente meno pericoloso di quel che sembra. Eppure, è di questi giorni la notizia che due grandi gruppi dell’industria alimentare – Misura e Gentilini – abbiano preso le distanze dall’olio di palma. Cosi come, sempre in questi giorni, la petizione lanciata da Fatto Alimentare ilfattoalimentare.it su Change.org ha superato quota 140mila firme. Anche 15 catene di supermercati hanno aderito all’appello e hanno iniziato il processo di riduzione e sostituzione del grasso tropicale: tra gli altri Coop, Esselunga, Carrefour, Iper e Despar. 
Dall’altra parte, l’associazione che riunisce le grandi aziende dolciarie italiane è scesa in campo apertamente per difendere l’olio di palma. Per fare chiarezza abbiamo sentito “le due campane”: da Roberto La Pira, direttore de Il Fatto Alimentare e dal direttore Aidepi Mario Piccialuti. Cinque risposte per capire da che parte stare.

Trovate articolo al link qui sotto
http://www.huffingtonpost.it/2015/05/23/verita-olio-palma_n_7427146.html?utm_source=change_org&utm_medium=petition


martedì 15 settembre 2015

Con l’asilo cominciano gli stress: COSA DIRE E NON DIRE AI BAMBINI

Con l’asilo cominciano gli stress: COSA DIRE E NON DIRE AI BAMBINI
Questa settimana la maggior parte dei bambini prende la via della scuola. È finita l’estate e i giovani devono iniziare a svegliarsi presto, cambiare stile di vita e riprendere a studiare. Per molti, soprattutto per i più piccoli che frequentano gli asili nido si tratta della prima avventura fuori dalle mura di casa. La perdita di persone di riferimento, il cambio di abitudini sia per gli orari sia per i pasti, possono creare una specie di stress iniziale e, ancora più, ansia nei genitori.
Per i bambini che iniziano una nuova vita il ruolo della famiglia è fondamentale per ridurre i timori. Purtroppo a volte si assiste a comportamenti che possono essere controproducenti quale quello di insegnare ai neofiti alcune nozioni per agevolare l’avvio: dire loro che dove va avrà più doveri e  sarà soggetto a regole severe, a norme fisse, a punizioni, a valutazione dell’insegnante o degli insegnanti.
E’ meglio suscitare curiosità e interesse, dicendo che l’ingresso in asilo o a scuola è l’inizio di una nuova esperienza,  non evidenziando solo gli accresciuti doveri o gli ipotetici aspetti normativi o punitivi frutto, spesso, di propri vissuti negativi.
Non conviene ironizzare con frasi tipo “ è finita la pacchia” oppure “… ora che vai a scuola andrai a letto presto”. Così facendo è inevitabile che i più piccoli verranno indotti ad attribuire alla nuova attività che stanno per intraprendere una veste solo punitiva. Se il bambino va a letto tardi la sera e  non si sveglia al mattino proviamo a fare una autocritica invece di dare la colpa a lui o attribuire alla  scuola il ruolo di “giustiziere”.
Può accadere che nostro figlio abbia difficoltà a inserirsi in questa nuova realtà. Non possiamo generalizzare i consigli in quanto i vissuti, le esperienze personali, quelle legate alla famiglia, sono diversi per cui è meglio, prima di prendere una qualsiasi decisione chiedere un parere al proprio pediatra o a una  persona competente: pedagogista, psicologo, psichiatra infantile, insegnante con esperienza. Prima di tutto non si deve commettere l’errore di cambiare subito scuola. Meglio riflettere più a lungo e discutere il problema con altri. Soprattutto se il bambino non ha frequentato la scuola materna, si può creare in lui uno stato d’ansia o di panico verso un luogo con regole collettive, con ritmi prestabiliti e con persone che ruotano attorno ad almeno 20 alunni.
Cercate in questi casi di essere molto rassicurantie  cercate di far contenere la paura del bimbo con spiegazioni comprensibili “papà e mamma vanno a lavorare e tu vai a scuola ed è come se anche tu lavorassi. Quando abbiamo finito tutti stiamo di nuovo insieme e ci raccontiamo cosa abbiamo fatto”.
Inventate delle piccole ritualità al mattino al risveglio e  quando l’ho salutate a scuola. Leggetegli  storie di bambini e di animali che partono e ritornano.
Se il piccolo ha già frequentato la scuola materna in genere a meno difficoltà di ambientamento e, spesso, è facilitato dal fatto che incontra amici che ha già conosciuto all’asilo. Spesso ci si pone il problema se si sia meglio una scuola rispetto ad un’altra o se sia meglio il tempo pieno o determinato. Non è facile dare una risposta valida per tutti in quanto la bontà di un istituto dipende da vari fattori ma, soprattutto, dalle persone che vi lavorano.

MAI PARLARE MALE DI ALTRI IN PRESENZA DEI BAMBINI,

lunedì 14 settembre 2015

CON L’ASILO NIDO INIZIANO I PRIMI MALANNI: pro e contro. Quali malattie, cosa fare? Quali asili e quali vaccinazioni?


CON L’ASILO NIDO INIZIANO I PRIMI MALANNI: pro e contro. Quali malattie, cosa fare? Quali asili e quali vaccinazioni?

Molti studi dimostrano che i bambini che frequentano l’asilo nido sono particolarmente suscettibili a infezioni ricorrenti, soprattutto a carico dell’apparato respiratorio e dell’apparato gastrointestinale: febbre, tosse, riniti, naso tappato, vomito e diarrea talora si susseguono a ritmo incalzante.Un bambino che si ammala frequentemente, a volte anche ogni settimana, desta nei genitori molta preoccupazione per il suo stato di salute.
A questo punto viene da chiedersi se valga la pena o meno insistere nel mandarlo insieme agli altri.  Non sempre, però, nella piccola società della famiglia è possibile rinunciare a questo servizio. Se entrambi i genitori lavorano, se i nonni non possono garantire una continuità nell’assistenza dei nipotini, diventa inevitabile preferire asili e scuole anche a rischio di qualche malanno in più.

Quali sono le cause ? E’ utile frequentare l’asilo nido?
I bambini che frequentano asili nido hanno l’opportunità di venire a contatto con molteplici virus e quindi tante e diverse infezioni; questo è un fenomeno normale che consente al sistema immunitario di fortificarsi ed essere pronto, poi, a combattere virus diversi.
Negli ultimi anni molti studi hanno dimostrato che i bambini che frequentano l’asilo nido si ammaleranno di meno quando poi andranno alla scuola dell’infanzia e alla scuola elementare.
In genere, dopo i primi due anni i bambini si ammalano meno perché acquisiscono la giusta dose di anticorpi che servono a rinforzare l’organismo, anche se, salvo rare eccezioni, si deve pagare lo scotto di un numero di assenze superiori nel piccolo che frequenta i primi anni di asilo.
I bambini che invece vanno a scuola più tardi, dopo i due anni e mezzo, sembrano non avere questo beneficio da grandi. Quindi non c’è motivo di preoccuparsi. Essere esposti a più virus non crea danni alla salute.

Queste malattie si possono prevenire? Se sì, con quali medicine?
Le infezioni virali come il raffreddore, le otiti e le gastroenteriti hanno un decorso abbastanza breve, generalmente meno di sette giorni. Non ci sono farmaci in grado di ridurre la durata e il decorso di queste malattie; ci sono farmaci che possono ridurre il dolore o la febbre e quindi possono far stare meglio bambini in attesa che la malattia passi.
Gli antibiotici non servono a far guarire prima, anzi non sono indicati perché sono farmaci utili a combattere le malattie batteriche e non quelle virali come il raffreddore, la tosse, la gastroenterite. Quindi, in queste situazioni sono farmaci non appropriati, ma non solo: pensate che l’uso frequente di antibiotici può far sì che ci si “abitui” e quando sarà necessario usare l’antibiotico per combattere un’infezione batterica potremo avere difficoltà a trovarne uno efficace.
Spesso è necessario semplicemente far passare qualche giorno e rivalutare il problema.

Che cosa posso fare per evitare che il bambino si ammali frequentemente andando all’asilo nido?
E’ molto difficile che un bimbo nei primi anni di vita sia in grado di attuare comuni norme igieniche: in questo modo i germi che vengono veicolati per via aerea e gastrointestinale possono contaminare le superfici, su cui possono sopravvivere anche diverse ore, rendendo ancora più semplice la trasmissione delle infezioni da un bimbo all’altro.
Per contenere i pericoli, le maestre dovrebbero lavarsi spesso le mani e invitare i bimbi a fare altrettanto. Importante, poi, pulire e disinfettare ogni giorno i giocattoli, che ovviamente i bimbi si scambiano fra loro. Anche i genitori hanno un compito importante. Se il bambino è stato malato, non devono mandarlo all’asilo nido finché non si è completamente ristabilito. In questo modo, facilitano la sua guarigione e non espongono gli altri bambini a un possibile contagio.

La struttura ideale
Se possibile, sarebbe bene scegliere asili dotati di ampi spazi. L’ideale è che le classi non siano troppo numerose e che abbiano a disposizione aule sufficientemente grandi. È importante anche la presenza di un giardino esterno, per far giocare all’aperto i bimbi quando il tempo lo permette. I locali chiusi, spesso eccessivamente riscaldati e frequentati da tanti bambini rappresentano un ambiente ideale per la propagazione dei virus, principali cause delle infezioni nei primi anni di vita. La trasmissione dei microrganismi è, inoltre, particolarmente facilitata dallo scambio degli oggetti che inevitabilmente avviene tra bimbi così piccoli.

Sì ai vaccini

Per prevenire le patologie delle vie respiratorie e quelle gastrointestinali il rimedio di documentata efficacia sono i vaccini, come quello contro l’influenza, somministrabile dopo i sei mesi di età del bimbo, e quello contro il Rotavirus, il principale responsabile delle gastroenteriti in età pediatrica, somministrabile entro i primi sei mesi di vita”. Da considerare anche, con il proprio pediatra la vaccinazione contro l’influenza oltre alla vaccinazione antimorbillo, rosolia, parotite e varicella e ai vaccini antimeningite (vedi articolo qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/08/menigite-quali-vaccini-cosa-fare-se.html)

Abuso e maltrattamento..e inganno e eccesso di cure? Quanti aspetti di una cosa ahimè frequente

Abuso e maltrattamento..e inganno e eccesso di cure? Quanti aspetti di una cosa ahimè frequente
L'ABUSO E IL MALTRATTAMENTO sono frequenti. Non è solo la violenza fisica e sessuale ma anche quella psicologica è anche abuso assistere alla violenza (violenza assistita) è anche abuso un eccesso di cure. Trovate tutto qui sotto. A volte abuso è anche far dire ai figli cose non vere...Che tragedie..ma leggete .
Leggo  ora di una vicenda incredibile che trova a questo link:
http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2015/09/13/AR0UmPwF-brescia_condannato_ritrattano.shtml
«Quello che io e mio fratello avevamo detto su mio padre erano invenzioni dettate da mia madre che lo voleva allontanare»: è una ritrattazione a distanza di anni quella di due ragazzi di 21 e 24 anni, Michele e Gabriele, figli di un uomo di 46 anni, sardo, condannato in via definitiva a nove anni e due mesi di carcere per abusi sessuali proprio sui due figli. 
La vicenda 
Si tratta di una vicenda consumatasi tra la Sardegna, terra d’origine della famiglia, e Brescia, dove padre, madre e i due figli si erano trasferiti, dove hanno abitato per anni e dove sono state depositate le prime denunce nei confronti del genitore. Fatti avvenuti «nell’ambito di una separazione coniugale ed in particolare segnati da un’accesa conflittualità tra genitori ed un’aspra battaglia per l’affidamento dei figli» scrivono i giudici del tribunale di Oristano che hanno condannato il padre 46enne, oggi rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Sassari.
ABUSO E MALTRATTAMENTO: IPERCURA "LA SINDROME DI MUNCHAUSEN PER PROCURA" Testimonianza:libro biografico "Malata per forza" di Gregory
Leggiamo sui quotidiani, in questi giorni, di una mamma Torino, che somministrava, di nascosto,  dell'insulina al figlio ricoverato. Cosa è questa forma di maltrattamento che va sotto uno strano nome?  La sindrome di Münchausen per procura , MbP, (by proxy)*

Esistono varie forme di maltrattamento. La forma più frequente è la trascuratezza (neglect): il bambino trascurato, deprivato di attenzione, affetto, cure. Segue  l’abuso psichico e fisico e sessuale. Una forma più rara, almeo nelle manifestazioni estreme descritte, è il maltrattamento da “ipercura” e la manifestazione più nota e tipica è la  sindrome di Münchausen per procura, MbP, (by proxy). 
L’ABUSO E IL MALTRATTAMENTO IN FAMIGLIA E’ UN FENOMENO CHE, SENZA UN INTERVENTO ESTERNO,  NON SI RISOLVE, SI CRONICIZZA E ANZI DIVENTA SEMPRE PIU’ GRAVE. SOLO UN INTERVENTO DALL’ESTERNO DELLA FAMIGLIA PUO’ BLOCCARE I MECCANISMI IN ATTO. E QUI SIAMO COINVOLTI UN PO’ TUTTI A DOVER PENARE SITUAZIONI CHE , SOLO AL PENSARLE FANNO STARE MALE. BISOGNA SUPERARE LA PAURA DI PENSARLE ED EVITARE DI NEGARE CHE IL PROBLEMA ESISTA O CHE SI POSSA RISOLVERE DA SOLO.
In forma leggera la sindrome è probabilmente più frequente di quanto si pensi ma siccome non causa evidenti problemi fisici è impossibile stabilire la frequenza. Alcune forme di “doctor shopping” di eccessiva medicalizzazione del bambino (tante medicine, tante consulenze, cambi di medico ecc.) possono rientrare in questo capitolo.  La frequenza delle forme più frequenti (soffocamento e somministrazione di farmaci) oscillerebbe da 1-3 casi su 100.000. La diagnosi non viene sospettata, in media, prima di 6 mesi e la mortalità è di circa il 10%
In questa sindrome l’abuso è fatto dalla madre su un figlio, questo distingue il maltrattamento fatto su se stessi (sindrome di Münchausen ). E’ una situazione  distruttiva, ove spesso i medici non riescono a comprendere subito la situazione, in alcuni casi diventano complici di una madre che appare, disponibile, preparata e cooperante.   
Cosa è 
E’ un disturbo mentale che interessa prevalentemente le mamme e le spinge a simulare o addirittura ad arrecare direttamente un danno fisico al figlio/a per attirare l’attenzione su di sé.  La madre, preoccupandosi della salute del proprio figlio, gode così della stima e dell’affetto delle altre persone.
La diagnosi è difficile (bisogna conoscere questa malattia e avere il coraggio di pensarla)  in quanto si può presentare con vari e differenti sintomi , che risulteranno poi essere inventati o indotti.  Infatti l’dea che  il malessere del bambino sia procurato dalla madre risulta risulta difficile da pensare anche perché, in questa situazione le mamme appaiono gentili, sollecite, premurose, che hanno molto a cuore la salute dei figli.Vengono spesso definite “madri modello” 

Secondo il DSM IV (  Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders:  manuale delle patologie psichiatriche) è un  disturbo fittizio per procura “la caratteristica essenziale è la produzione deliberata o simulazione di segni e sintomi fisici o psichici in un’altra persona che è affidata alle cure del soggetto. Tipicamente la vittima è un bambino piccolo e il responsabile è la madre del bambino. La motivazione di tale comportamento viene ritenuta essere il bisogno psicologico di assumere, per interposta persona, il ruolo di malato” 

COME SI PRESENTA 
Il modo di presentarsi è molto variabile.
Le situazioni riconoscibili sono tre:
1. Simulazione di segni e sintomi di malattie di varia natura (allergie, ematuria, problemi respiratori, sanguinamenti, vomito, affezioni gastrointestinali), riportati dal genitore-abusatore. Vengono sempre minuziosamente descritti, ma enza prove né testimoni. Compaiono solo con il genitore.
In alcuni casi i sintomi esistono, il bambino ha una malattia, ma i sintomi vengono esagerati. (diagnosi ancora più difficile da pensare e da fare) 
2) Induzione di segni e sintomi di malattia: rappresenta la forma tipica di MbP:  il genitore  procura direttamente la malattia del bambino. 

Le modalità usate per generare i sintomi nel bambino-vittima possono essere innumerevoli e a volte anche molto crudeli. Molti sono i casi di avvelenamento condotti mediante sommi- nistrazione di sostanze farmaci e veleni: veleni  per animali, purganti, arsenico, insulina come nel caso apparto recentemente sulle cronache nazionali (le crisi ipoglicemiche sono tra le più frequenti manifestazioni indotte), ecc.
3)  maltrattamenti fisici. Sono descritti casi di punture di spillo, bruciature, traumi causati con oggetti contundenti e soffocamento.

LA STORIA DI KATHY BUSH COME ESEMPIO ECLATANTE DI INDUZIONE DI MALATTIA:
LA CRONACA DEGLI EVENTI E GLI INDIZI SOSPETTI
AVVELENATA DALLA MADRE: le iniettava materiale fecale nella fleboclisi
Una bambina di 9 anni è stata deliberatamente avvelenata per anni dalla madre che vo- leva attirare su di sé l’attenzione dei medici e dei mass media. Kathy Bush, madre della piccola, è stata arrestata e incriminata per gravi maltrattamenti ai minori dal Tribunale della Florida, dopo che aveva fatto ricoverare 200 volte la figlia Jennifer. Per anni ha iniettato materiale fecale alla figlia, indicendo al contempo una campagna per chiedere l’as- sistenza medica per le famiglie che ne sono prive.
Tale campagna ha portato Kathy Bush sulle prime pagine dei giornali e perfino a essere fotografata accanto a Hillary Clinton. Per la verità, gli infermieri che avevano avuto a che fare con Kathy Bush e la figlia Jennifer sostengono di aver sospettato per anni che quella bambina non avesse nulla di grave. Ma la madre, dice il Pubblico Ministero che l’ha fatta arrestare, era esperta di cose mediche, parlava da pari a pari con i dottori, finendo ogni volta per convincerli che la bambina era gravemente malata. Per anni a Jennifer sono state diagnosticate una serie di malattie: da una debolezza del sistema immunitario a malattie dell’intestino e dell’apparato urinario.
Jennifer era stata operata per ben 40 volte e le erano stati posizionati più volte cateteri venosi. Attraverso tali accessi, hanno testimoniato gli infermieri, la madre iniettava qualcosa di strano ogni volta che visitava la bambina. Se ne erano accorti perché dopo la visita della mamma, ogni volta, le condizioni di Jennifer peggioravano. Articoli sulla lotta eroica della madre e della bambina erano usciti su Usa-Today. Nel frattempo alla famiglia sono arrivate donazioni pubbliche e private con cui hanno fatto costruire una piscina da ventimila dollari, si sono comprati automobili e hanno fatto vacanze lussuose. Ma i vicini non credono ai risultati delle indagini. “Kathy è una madre meravigliosa” sostengono. “Jennifer non sarebbe viva se non si fosse data tanto da fare”.
Da Il Giornale, 18 aprile 1996
La storia in sintesi:
Ricoverata 200 volte, 40 interventi chirurgici, numerosi cateteri venosi 
Per anni sono state diagnosticate una serie di malattie... 
Marcata attenzione da parte dei media 
La madre, Kathy Bush, aveva indetto una campagna per chiedere l’assistenza medica per le famiglie che ne sono prive. Gli infermieri sospettavano da anni che la bambina non avesse nulla di grave. La madre era esperta di medicina, parlava da pari a pari con i dottori, finendo ogni volta per convincerli che la bambina era gravemente malata 
Ma i vicini non credono ai risultati delle indagini: “Kathy è una madre meravigliosa” 
  
In alcuni casi  le malattie indotte e i modi di provocarle possono essere anche particolarmente cruenti e talora causare la morte del bambino. Pensarci in acso di morte improvvisa del lattante (SIDS).
Ricordando la possibilità di un Münchausen seriale, par ticolare attenzione va posta quindi ai casi in cui ricorrano in famiglia altri episodi di morte infantile sospetta o precedentemente identificati come SIDS (casi purtroppo descritti).
Oltre ai danni fisici (ricordiamo anche la mortalità del 10%) il bambino è una vittima psicologica. Questi bambini possono presentare,  anche dopo  anni, difficoltà di appren- dimento e di concentrazione, problemi comportamentali, assenza di relazioni sociali, problemi a livello emotivo, in-cubi notturni, sintomi propri del “disturbo post-traumatico da stress” e, nei casi più gravi, anche una patologia psichiatrica maggiore (depressione).
Nella adolescenza insorgono altri problemi e il bambino stesso può simulare la malattia per cercare, in una sorta di follia a due , di  di garantirsi cure e attenzioni da parte del genitori. 
Nella maggioranza dei casi (fino al 98%) il genitore abusante è la mamma che è, come detto sopra ,  una donna abbastanza colta, con conoscenze mediche che possono provenire da studi nel campo, riviste, enciclopedie mediche, serie televisive di ambientazione ospedaliera. La mamma instaura un buon rapporto con il personale sanitario, si dimostra collaborante e ascolta con attenzione, ha un atteggiamento riconoscente ed è gratificata dalle attenzioni rivolte al figlio; appare, quindi, come una madre affettuosa e amorevole. 
Si riscontra però frequentemente in queste mamme un disturbo di personalità e frequentemente, le madri abusanti risultano essere state a loro volta vittime di maltrattamento da parte dei genitori, oppure sono o sono state affette da sindrome di Münchausen (autoindotta).


E IL PAPA’???
In genere è una figura passiva e negligente. Il più delle volte si tratta di un padre assente o perché resta lontano da casa per lunghi periodi di tempo, o perché sembra non par tecipare/essere coinvolto nelle vicende familiari. Quando la donna viene scoperta e messa di fronte agli abusi perpetrati, il marito la sostiene e può persino rendersi complice dei suoi in- ganni, facilitando tacitamente il suo comportamento. A volte anche il papà è abusante.

 INDICAZIONI PER UN SOSPETTO:
• Un bambino che ha uno o più pro-blemi di salute insoliti, che non rispondono al trattamento o che appaiono anomali e diversi rispetto a casi analoghi (non ho mai visto una cosa di questo tipo).
• Segni e i sintomi che non si evidenziano mai in assenza del genitore (spesso l’ospedalizza- zione e il controllo attento si dimostrano indispensabili per poter stabilire questo rapporto casuale) o si ripresentano sempre in un contesto fisso (a casa, ad esempio...).
• Un genitore che sembra essere insolitamente calmo di fronte alle gravi difficoltà clinico-terapeutiche che spesso questi bambini pongono, o per contro che appare costantemente sfiduciato nei confronti del personale, richiedendo con frequente insistenza ulteriori pareri clinici (doctor shopping).
• Il genitore ritenuto sospetto può lavorare egli stesso nel campo sanitario o esprimere un chiaro interesse per tali tipologie di professioni; tipicamente si dimostra in confidenza con il personale e avanza suggerimenti e consigli in materia di valutazioni cliniche, diagnostiche e terapeutiche.
• Un genitore estremamente attento ai bisogni del bambino, che sembra necessitare di un’attenzione costante.
• Un genitore con i sintomi riferiti simili a quelli del bambino o con una storia di malattia di per sé insolita e di difficile spiegazione clinica.
• Ricorrenza familiare di episodi simili di malattia o eventi di morti
non spiegate.

• Un genitore che sembra avere un’esigenza insaziabile di essere gratificato o che tende a dichiarare apertamente le proprie attitudini e abilità.

*(da “Medico e Bambino” del maggio 2009: La sindrome di Münchausen by proxy Dal dire al fare attraverso i casi. ZEMIRA CANNIOTO1, FEDERICO MARCHETTI1, EVA DA DALT1, SANDRA BRUSA2, ALESSANDRO VENTURA1 1Clinica Pediatrica, IRCCS “Burlo Garofolo”, Università di Trieste 2Reparto di Pediatria, Ospedale S. Maria della Scaletta, Imola (Bologna))

Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...