sabato 11 marzo 2017

POVERTA' EDUCATIVA: Partecipa all'iniziativa. FACCIAMO QUALCOSA INSIEME??

POVERTA' EDUCATIVA: Partecipa all'iniziativa. FACCIAMO QUALCOSA INSIEME?? 
Cari tutti,
Save the Children rilancia la Campagna "Illuminiamo il futuro" dal 3 al 9 aprile 2017, con una nuova settimana di mobilitazione su tutto il territorio nazionale dedicata al contrasto della povertà educativa.
Nel 2016, 390 realtà, tra cui ACP in diversi ambiti locali, hanno aderito alla Campagna organizzando 465 iniziative in tutta Italia, per chiedere tutti insieme che nessun bambino sia privato della possibilità di apprendere e di far fiorire liberamente le sue capacità, i suoi talenti e le sue aspirazioni. 
Come lo scorso anno, sull’intero territorio italiano, per sette giorni, si susseguiranno attività ed eventi simbolici dell’impegno comune nel combattere la povertà educativa: avvicinamento alla lettura, scuole aperte, iniziative sportive, visite a musei e siti archeologici, realizzazione di eventi artistici e culturali gratuiti (orchestre giovanili, mostre di opere delle ragazze e dei ragazzi).
Per essere parte di questa grande mobilitazione, Save the Children chiede anche a noi pediatri di comunicare e diffondere l’iniziativa, di voler individuare, nell’ambito della settimana, una data nella quale organizzare una azione che richiami il tema della povertà educativa (non importa si tratti di un evento con grandi numeri - va benissimo anche una piccola attività, visto il rilievo simbolico) da inserire all’interno della settimana, collegandosi così alla mobilitazione nazionale.
Ogni giorno della settimana sarà dedicato a un tema specifico: scuola, ambiente e spazi pubblici, arte e cultura, lettura, partecipazione, musica, sport e sani stili di vita. Si può prendere spunto dalla suddivisione proposta o scegliere di organizzare la propria iniziativa in qualsiasi giorno della settimana. L’importante è partecipare in modo attivo con un’azione mirata e significativa
Per aderire è sufficiente compilare, entro il 15 marzo, il format di adesione al seguente link:
https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/campagne/illuminiamo-il-futuro/partecipa
Per maggiori informazioni sulla campagna Illuminiamo il futuro:
Oppure inviare un’email a:

DOLORE NEL BAMBINO: TRAPIA (NON SOLO FARMACI)

DOLORE NEL BAMBINO: TRAPIA (NON SOLO FARMACI)
Articolo tratto dal libro "Primo Soccorso Pediatrico"
COSA SAPERE
Il dolore è un sintomo frequente in corso di malattia e richiede frequentemente assistenza medica e, talvolta, accesso al Pronto Soccorso. E’ un segno di malattia e ha una forte componente emotiva sia per il bambino sia per la famiglia.
Un tempo si riteneva, erroneamente, che i bambini piccoli non avvertissero il dolore. Oggi, sappiamo che il feto, fin dal secondo trimestre di gravidanza, avverte dolore e che il neonato ha già una “memoria del dolore”.
Il dolore è presente in situazioni cliniche diverse: patologie infettive e/o traumi (94% dei pazienti presentano anche dolore), patologie ricorrenti (cefalea e dolore addominale interessano il 15-25% dei bambini in età scolare), patologie croniche (oncologiche, reumatologiche, metaboliche...) e test diagnostici e/o terapeutici.
E’ necessario sapere che, a tutte le età, uno stimolo doloroso lascia traccia nella memoria.
Un’adeguata terapia antidolorifica annulla gli effetti negativi, sia fisici sia psicologici del dolore.

ALLEVIARE IL DOLORE E’ SEMPRE IMPORTANTE: La medicina cura spesso, guarisce qualche volta, allevia il dolore e consola sempre.

COSA FARE
Il dolore va valutato:
• Ogni qual volta il bambino presenta situazioni cliniche che possono determinare dolore.
• Ogni qual volta il bambino dice di avere dolore.
• Ogni qual volta i genitori dicono che il loro figlio ha dolore.
• Prima e dopo interventi dolorosi (procedure-manovre diagnostico-terapeutiche).
• Durante la somministrazione di farmaci analgesici.
• Dopo la sospensione di farmaci analgesici.

MISURAZIONE
In situazioni di dolore recidivante o cronico è utile valutare l’entità del dolore. Si utilizzano vari metodi CHE TROVATE DETTAGLIATI NEL LIBRO.
Dai 4 anni: Scala di Wong-Baker
E’ utilizzata per i bambini dall’età di 4 anni ed è costituita da sei facce, da quella sorridente corrispondente a “nessun male” a quella che piange, corrispondente a “il peggior male possibile”. Va somministrata al bambino chiedendogli di indicare “la faccia che corrisponde al male o al dolore che provi in questo momento”. A ogni scelta corrisponde un numero che va da 0 a 10. Si usa generalmente il termine “male” per età dai 3 ai 5 anni, il termine “dolore” per età dai 6 ai 7 anni.

Bambino di età ≥ 8 anni: scala numerica
Per i bambini d’età ≥ 8 anni può essere utilizzata la scala numerica. Si tratta di una linea orientata orizzontalmente (lunghezza pari a 10 cm), associata a specifiche ancore verbali intermedie (per facilitare la valutazione del livello di dolore), e i cui estremi sono caratterizzati da “nessun dolore” e “il peggiore dolore possibile”.
Si domanda al bambino di indicare l’intensità di dolore che prova scegliendo o indicando il numero corrispondente. Può essere indicata anche ai genitori per il monitoraggio/misurazione del dolore a domicilio.

TERAPIA NON FARMACOLOGICA
Il dolore ha sempre una componente emotiva e per alleviare il dolore, la terapia non farmacologica è, a volte, altrettanto importante come quella con farmaci.
Quando il bambino prova dolore, il comportamento di noi adulti contribuisce ad attenuarlo o ad accentuarlo tanto che la riduzione dell’ansia e della paura associate al dolore e il comportamento dei genitori nella gestione dello stesso, sono importanti strumenti di cura che s’integrano con le terapie farmacologiche.
Nella terapia non farmacologica del dolore è molto importante il nostro comportamento: è necessario avere atteggiamento calmo e tranquillizzante, parlare a voce bassa e tranquilla e se il bambino è grande e comprende, spiegare cosa succede. Importante anche l’ambiente cercando di mettere il bambino in un ambiente confortevole e tranquillo, senza troppi rumori.

Che cosa fare a seconda dell’età:
0-2 anni: contatto fisico con il bambino: toccare, accarezzare, cullare. Ascoltare musica, giocattoli sopra la culla, leggere ad alta voce;
2-4 anni: giocare con pupazzi, raccontare storie, leggere libri, respirazione e bolle di sapone;
4-6 anni: respirazione, racconto di storie, gioco con pupazzi, parlare dei luoghi preferiti, guardare la televisione, coinvolgimento;
6-11 anni: musica, respirazione, contare, parlare dei luoghi preferiti, guardare la TV, leggere libro.

Tecniche di terapia non farmacologica del dolore:
·      Tecniche di supporto-relazione
·      Metodi cognitivi/comportamentali
·      Atre tecniche quali Rilassamento, visualizzazione, desensibilizzazione trovano applicazione in procedure diagnostiche, in trattamenti cronici per cui si demanda a testi dedicati 
Tecniche di supporto-relazione
Le metodiche di supporto forniscono sostegno a bambino e famiglia, attraverso una corretta informazione, comunicazione e spiegazioni.
Metodi cognitivi/comportamentali
Sono metodi che cercando di deviare l’attenzione dal dolore, focalizzandola selettivamente su stimoli diversi (distrazione):
Il bambino, concentrandosi su qualcosa di diverso dal dolore, può riuscire ad allontanare l’ansia e la paura. E’ necessario fornire elementi di distrazione appropriati all’età del bambino e personalizzati, se possibile, al fine di rispecchiare i suoi interessi e le sue preferenze:
- Le bolle di sapone costituiscono un connubio tra la distrazione e il rilassamento, per i bambini in età prescolare. Il bambino si distrae con la formazione delle bolle e si rilassa quando espira per produrle.
- La respirazione aiuta a ridurre l’ansia dall’età di 3-4 anni. Si invita il bambino a fare un respiro profondo, gonfiando i polmoni, sentendo l’aria che entra ed esce e portando a una respirazione sempre più lenta e profonda. In questo modo si cattura l’attenzione del bambino, riduce la tensione muscolare, rilassa il diaframma e aumenta l’ossigenazione del corpo. Ai bambini più piccoli può essere insegnato a respirare profondamente soffiando bolle di sapone oppure possono essere incoraggiati a “buttar fuori” la paura e il dolore attraverso una “nuvola rossa”.
Questa tecnica consiste nell’invitare il bambino a immaginare di concentrare tutto il dolore in una nuvola rossa che viene poi soffiata fuori dal corpo con tutta l’energia possibile e, una volta fatta uscire, può immaginare che la nuvola di dolore si trasformi in qualcosa di diverso e che il dolore possa essere allontanato soffiando.
- Il rilassamento è una tecnica non farmacologica che può essere consigliata al bambino insieme alla respirazione per ridurre l’ansia e la tensione. Il rilassamento consiste nell’invitare i bambini a rilasciare la muscolatura così da avere il corpo morbido e rilassato come un “budino”, partendo dal collo, passando alle spalle, alla pancia fino alle braccia e alle gambe.
- La visualizzazione (viaggio mentale nel luogo preferito) è una tecnica che consiste nell’utilizzo dell’immaginazione in modo che il bambino si concentri sull’immagine mentale di un’esperienza piacevole anziché sul dolore.

       TERAPIA FARMACOLOGICA
Il dolore nel bambino può essere distinto in tre gradi: lieve, moderato e forte e a seconda dell’entità si possono usare diversi tipi di farmaci ma nella maggior parte dei casi il dolore in occasione delle più comuni malattie e traumi dei bambini è di entità lieve e moderata.
I farmaci utilizzati sono paracetamolo e ibuprofene (usati anche per la febbre) che possono essere somministrati per bocca (preferibile) o per via rettale.
In caso di dolore recidivante o cronico è necessario somministrare il farmaco prima dell’insorgenza del dolore prevedibile.
È anche importante somministrare gli analgesici a orario fisso, in modo da evitare l’insorgenza di “buchi” di dolore. L’intervallo fra le dosi dovrebbe essere determinato in accordo con l’intensità del dolore e la durata dell’effetto analgesico del farmaco utilizzato.
Il dolore nel bambini va sempre cercato e trattato, in tutte le situazioni in cui vi siano segni e sintomi della sua presenza e anche quando la situazione clinica depone per la presenza di dolore, anche se il bambino non esprime verbalmente il suo disagio.
Quando possibile il dolore va sempre profilassato.
Paracetamolo
Il paracetamolo è il farmaco analgesico/antipiretico tradizionalmente più usato in età pediatrica per l’ottimo rapporto costi-benefici in termini di efficacia e sicurezza.
Per la scarsità di effetti collaterali è indicato come farmaco di prima scelta nel trattamento del dolore lieve-moderato.
Non è gastrolesivo, è considerato sicuro nei pazienti con disturbi della coagulazione.
È l’analgesico non oppiaceo di scelta nei pazienti con insufficienza renale cronica.
Non ha effetto antinfiammatorio.
In caso di sovradosaggio e in età neonatali estreme, segnalata tossicità epatica.
La dose di sicurezza è considerata di 90 mg/kg/die.

Rappresenta il farmaco di prima scelta nel trattamento del dolore lieve-moderato.
• La dose analgesica è maggiore di quella antipiretica, in uso antalgico è consigliabile partire con una dose maggiore (di carico).
• I dosaggi massimi non andrebbero mantenuti oltre le 48-72 ore.
Ibuprofene
È il farmaco con maggiore evidenza in letteratura di sicurezza in età pediatrica. È un antinfiammatorio debole rispetto agli altri FANS ed è il farmaco di scelta nella categoria per il trattamento della febbre e della sintomatologia dolorosa da patologia comune.
Rappresenta una valida alternativa al paracetamolo, con un profilo di sicurezza sostanzialmente sovrapponibile, ove questo non sia sufficiente o laddove sia richiesta un’azione antiflogistica (emicrania, dolore osteo-muscolare, dolore dentario).
Disponibile anche in supposte.
Dose: La finestra terapeutica è ampia, sono improbabili effetti tossici per dosaggi fino a 100 mg/kg/die, dosi maggiori di 400 mg/ kg/die possono causare una grave insufficienza epatica.

FONTI
Per ulteriori spiegazioni e per le scale del dolore del neonato consultare:





giovedì 9 marzo 2017

PUBBLICITA' PERVASIVA E INTRUSIVA: ATTENTI ALLE OFFERTE GRATUITE

PUBBLICITA' PERVASIVA E INTRUSIVA: ATTENTI ALLE OFFERTE GRATUITE E A FORNIRE I VOSTRI DATI PERSONALI
Cari genitori e ragazzi
La pubblicità sta cambiando volto e si fa sempre più subdola e intrusiva nella nostra vita. Una volta era chiara ma ora appare occulta in articoli pseudoscientifici  o dilaga su blog e siti. Non riesci a liberartene neanche da servizi a pagamento oltre che dalla TV di Stato e altre. Sta inoltre affinandosi e ora sta arrivando a nuove modalità per ottenere dati personali e inviare messaggi promozionali o, peggio, "vendere" i vostri dati ad altre agenzie:
1) Petizioni su nobili motivi: ne fai una e da allora sarai ricompensato con richieste di altre petizioni che serviranno...a raccogliere dati personali e inviare altre petizioni. In alcuni paesi i dati vengono poi passati ad altri
2) Società commerciali e assicurative invitano a cliccare per far avere gratuitamente materiali o apparecchiature mediche a Ospedali o Cliniche (apparecchi che dovrebbero essere forniti di routine). Anche qui si clicca, si forniscono i dati e ...siete inquadrati
3) Inviti a genitori a iniziative sulla salute , per es. dei bambini, in località di richiamo. Iscrizione obbligatoria con obbligo di accettare di ricevere pubblicità e news (altrimenti non ti puoi iscrivere)
Consiglio: cercate di evitare di aderire se vi obbligano a fornire i dati. State attenti a segnalare, se consentito, di non essere ricevere offerte o promozioni soprattutto di terze parti.
Esiste anche il rischio di attacchi informatici (virus, malware, trojan ecc.)




mercoledì 8 marzo 2017

Quando togliere il biberon e altro? ...Giornata Mondiale della Logopedia

Oggi giornata Mondiale della Logopedia. Quando togliere il biberon e altro? ...
All'indirizzo qui sotto trovate collegamenti interessanti per i bambini (e per gli adulti) su alimentazione, svezzamento e disfagia. Quando usare ciuccio? Quando togliere biberon?? Dopo i 12 mesi non va più usato: https://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=biberon
Collegamento al sito della soc. di logopedia:
http://fli.it/2017/02/15/6-marzo-2017-giornata-europea-della-logopedia/

lunedì 6 marzo 2017

Come salvare da soffocamento

Come salvare da soffocamento
Tra sabato e oggi due incontri a genitori e insegnanti sulla Manovra antisoffocamento e sugli incidenti. Sabato presso l'Asilo "Il Girotondo" e oggi presso Ist. Comprensivo Quezzi (oggi circa 100 docenti).
Invio a tutti i collegamenti con il materiale che ho utilizzato. E anche i poster
Trovate filmati e poster sul blog a questo indirizzo:
MANOVRE ANTISOFFOCAMENTO: VIDEO E POSTER
Relazione qui: https://www.slideshare.net/aferrand/soffocamento-2014-manovre-per-evitarlo e qui:
manovra-antisoffocamento-progetto-salvavita-asl-3-genovese-per-acp-trieste


SOLO FRUTTA A MERENDA A SCUOLA. Cosa ne pensate?

SOLO FRUTTA A MERENDA A SCUOLA
Cari genitori
Una scuola a Bologna permette solo frutta e verdura per merenda (link qui sotto) Un provvedimento che però non è piaciuto a molti genitori che invocano libertà di scelta e lamentano “disagi”.
Trovo un pò avvilente che si debba arrivare a queste contrapposizione. Mangiare sano fa parte della educazione che in primis i genitori debbono dare ai figli. Anzi dovreste protestare se nella palestra o dove va vostro figlio si trovano dei distributori di cibi "aumenta". Ma, forse, certe cose debbono essere spiegate bene e arrivare a fare delle scelte consapevoli e non delle imposizioni. Si può arrivare, penso a buoni risultati discutendo e spiegando prima per arrivare a scelte condivise
Ricordo che l'organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sul marketing dei cibi ai bambini recita: "Tutti i posti dove si riuniscono bambini dovrebbero essere liberi da ogni forma di commercializzazione di cibi ricchi di grassi saturi, acidi grassi trans, zuccheri liberi o sale. Tali ambienti includono, ma non sono limitati a, asili, scuole, cortili delle scuole e degli asili, terreni di gioco, cliniche pediatriche e consultori familiari, e manifestazioni sportive e culturali collegate a questi ambienti."
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/03/05/news/bologna_merendine_vietate_a_scuola-159803205/

domenica 5 marzo 2017

Come svezzare il bambino?? Chiedete a lui :-) : autosvezzamento

Come svezzare il bambino?? Chiedete a lui: autosvezzamento: 7 consigli per iniziare
Tratto, modificato, dalla Rivista /sito  di UPPA come passare al cibo dei grandi
La fase dello svezzamento richiede da parte del pediatra informazioni alla famiglia e soprattutto rendere il  genitore autonomo e competente a cibarsi bene in quanto il bambino, all'inizio con assaggi, mangerà quello che si mangia a tavola.
Ci sono state nel passato, e ci sono tuttora da parte di alcuni operatori della salute, pediatri compresi, azioni tese a promuovere una alimentazione dei bambini soprattutto, o esclusivamente,  con prodotti industriali. Cosa fare??? Via tutti i prodotti industriali e subito pasta al pesto?
La verità, al solito è nel mezzo. Dobbiamo tenere conto che l’inquinamento ambientale è un problema e molti alimenti possono contenere sostanze potenzialmente dannose per cui, nel dubbio, si può ricorrere ai prodotti per l’infanzia accuratamente controllati.  Quindi senza voler demonizzare nulla l’uso ANCHE dei prodotti industriali è utile quando non si hanno alimenti “genuini” a disposizione on in certe situazioni come viaggi, trasferimenti o impegni di lavoro che non hanno consentito di avere tempo a disposizione per fare la spesa e per cucinare. Ma....il miglior alimento per i bambini deve essere quello che mangia tutta la famiglia, anzi lo svezzamento è l’occasione per tutta la famiglia di migliorare la propria alimentazione scegliendo una dieta mediterranea e facendo attenzione a quello che si mangia (ad esempio nello yogurt deve esserci yogurt e non conservanti, coloranti, dolcificanti, e aromi “naturali” e altre cose…).
Per approfondire dal sito www.uppa.it trovate articoli sull’autosvezzamento. Chi volesse approfondire può scaricare lo speciale curato dal pediatra Lucio Piermarini, autore di “Io mi svezzo da solo”:
Intanto Sette semplici consigli
-       Tenere sempre il bambino a tavola con i genitori, non appena è in grado di stare seduto con minimo appoggio sul seggiolone o in braccio;
-       Se alimentazione materna alimentare con solo latte fino al compimento dei sei mesi, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità;
-       aspettare le richieste di cibo del bambino, di solito il tentativo di raggiungerlo con le mani o uno sguardo sostenuto ed eccitato;
-       soddisfare le sue richieste purché si tratti di cibo idoneo a giudizio dei genitori  e, se avete dubbi, consultate il pediatra
-       smettere gli assaggi se il bambino smette di chiederli, o se il pasto della famiglia è finito. Questo vale sempre: mai forzare a mangiare!!!;
-       non cambiare ritmi e durata dei pasti dei genitori: il bambino deve prendere il loro ritmo;
-       l’allattamento materno prosegue a richiesta fin quando la mamma e il bambino saranno, entrambi, d’accordo a continuarlo.
Ovviamente ogni regola ha le sue eccezioni, ogni bambino è diverso e lo svezzamento va adattato alle caratteristiche del bambino e alle abitudini e ai ritmi della famiglia


Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...